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Fitofarmaci e Metodi di distribuzione

La corretta distribuzione dei fitofarmaci è fondamentale per garantirne l’ efficacia e deve inoltre tenere conto della loro modalità di azione di seguito riportate:
• Contatto Superficiale: fitofarmaci che agiscono restando sulla superficie esterna dei vegetali trattati;
• Citotropici: riescono a penetrare nei tessuti vegetali e muoversi di alcune cellule;
• Translaminari: sono in grado di entrare nei tessuti e di attraversarli giungendo sulla pagina opposta a quella trattata;
• Sistemici: entrano nel circolo linfatico della pianta, redistribuendosi negli organi. Di questa tipologia se ne conoscono di diverse tipologie;
o Sistemici acropeti, ovvero che si muovono essenzialmente verso l’alto;
o Sistemici basiteti, la cui direzione principale è verso il basso;
o Sistemici bidirezionali.
Il metodo di distribuzione dei fitofarmaci in orticoltura sono quelli indicati:
• Manichetta;
• Tifone;
• Barra
È evidente che ogni metodo ha dei pregi e dei difetti e che richiede una scelta oculata e specifica di fitofarmaci.
L’utilizzo della manichetta necessita di idonei accorgimenti sull’impianto di irrigazione per poter intervenire nei soli settori di interesse. Il metodo è molto semplice e rapido e richiede l’utilizzo di fitofarmaci sistemici acropeti. E’ necessario che l’impianto garantisca una uniforme distribuzione del fitofarmaco su tutta la parcella tratta e che la quantità di acqua distribuita sia tale da disperdere il prodotto nella sola fascia esplorata dalle radici.
Il tifone è un sistema di distribuzione che si basa sulla dispersione della miscela di fitofarmaco in un flusso d’aria, con successiva deposizione del prodotto per gravità. È un metodo di distribuzione molto rapido, che non produce calpestamento poiché la macchina è posizionata al di fuori dell’area coltivata. L’uniformità è molto bassa sia all’interno della serra sia sulla vegetazione. Il prodotto tende, infatti, a depositarsi principalmente in alcune aree, soprattutto sulla parte alta della vegetazione e sulla pagina superiore della stessa. È quindi chiaro che questa modalità sia indicata in primo luogo per i fitofarmaci sistemici, bidirezionali o basiteti, e per quelli translaminari in seconda battuta. L’uso dei prodotti ad azione per contatto superficiale sarebbe da evitare o limitare ai casi in cui il patogeno agisca essenzialmente sulla pagina superiore del vegetale. L’utilizzo dei translaminari e dei contatticidi sarebbe da effettuare solo quando la vegetazione è limitata.
L’utilizzo della barra permette di distribuire il prodotto nel modo più uniforme, ma può danneggiare la coltivazione quando non sono predisposte idonee carreggiate. È idoneo per tutte le tipologie di fitofarmaco, avendo l’accortezza di aumentare le pressioni e i volumi di acqua quando la vegetazione è molto sviluppata. L’efficacia dei fitofarmaci è bassa o nulla, anche con quest’ultimo metodo, quando il fitofarmaco di contatto sviluppa la sua azione essenzialmente sulla pagina inferiore, come ad esempio con i fungicidi rameici nel controllo delle peronoporacee, oppure con vegetazione chiusa o molto serrata, ovvero con le infestazioni afidiche nei cespi di lattuga o di sedano.
Per tutti i fitofarmaci non sistemici, in particolar modo per quelli ad azione per contatto, una maggiore efficacia si potrebbe ottenere attraverso l’utilizzo di barra con la manica d’aria.

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