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D.E.

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IL DISSECCAMENTO DEL RACHIDE

Il disseccamento del rachide, conosciuto anche in letteratura internazionale come BSN (Bunch Stem Necrosis), è una fisiopatia che colpisce la vite. Con il termine fisiopatia si intende una sofferenza della pianta non causata da agenti patogeni (funghi, batteri, virus) o parassiti, ma da condizioni ambientali o squilibri fisiologici.

I principali sintomi del disseccamento del rachide si manifestano con la comparsa di tacche necrotiche che evolvono in veri e propri disseccamenti di parti del grappolo, in particolare le ali e la punta, con conseguente appassimento degli acini. Nei casi più gravi si può arrivare al disseccamento completo del grappolo.

Si tratta di una fisiopatia ancora non completamente compresa: diverse teorie ne spiegano le possibili cause, ma nessuna è stata definitivamente confermata. Numerosi fattori concorrono infatti alla sua comparsa. Dal punto di vista varietale, risultano più sensibili cultivar come Cabernet Sauvignon, Chardonnay e Riesling, mentre mostrano minore sensibilità varietà come Merlot, Pinot e Barbera. Anche il portinnesto ha un ruolo: Kober 5BB e SO4 sono più sensibili, mentre Paulsen 1103 e Schwarzmann risultano poco sensibili. Lo sviluppo del sistema vascolare del rachide sembra influenzare l’incidenza del BSN, esso è regolato dalla presenza delle bacche e quindi alla percentuale di allegagione del grappolo.

Tra i fattori climatici, piogge durante l’invaiatura, soprattutto se precedute da lunghi periodi siccitosi, possono favorire la comparsa del disseccamento. Temperature basse in fioritura possono causare la morte delle cellule del rachide, innescando la fisiopatia; al contrario, temperature elevate riducono l’assorbimento del Calcio, elemento considerato chiave, insieme al Magnesio, nello sviluppo del BSN. In queste condizioni i germogli in accrescimento competono con i rachidi per il Calcio, aggravandone la carenza. I danni causati da gelate tardive possono facilitare la comparsa della fisiopatia. Anche la tessitura del terreno rappresenta un fattore di rischio: i terreni sciolti e poco profondi sono più predisposti. Inoltre, suoli con scarso drenaggio, dove i ristagni sono favoriti, aumentano la possibilità dell’insorgenza dei sintomi. Elevati livelli di Potassio e Azoto aumenta la probabilità di disseccamento, poiché il Potassio ostacola l’assorbimento di Calcio e Magnesio, mentre l’Azoto riduce quello del Calcio e, in eccesso, induce una vigorosità eccessiva della vite che favorisce il BSN.

Le cause del disseccamento del rachide sono dunque molteplici e spesso si sommano tra loro. Tra le ipotesi più accreditate vi è quella di uno squilibrio nutrizionale a carico di Calcio e Magnesio. Anche il periodo in cui si potrebbe manifestare è ancora poco chiaro, in letteratura si fa riferimento al disseccamento del rachide precoce, ovvero post allegagione, o al disseccamento del rachide tardivo, in post invaiatura.

Non essendo ancora disponibile una soluzione diretta, la strategia di difesa si basa su interventi agronomici mirati. Tra questi: limitare le dosi di Azoto nelle concimazioni per contenere la vigoria del vigneto; distribuire Magnesio, preferibilmente per via fogliare in prossimità dell’invaiatura, poiché una maggiore disponibilità di Magnesio migliora anche la traslocazione del Calcio; regolare gli apporti idrici per contrastare i periodi siccitosi, evitando però eccessi di irrigazione; per i problemi post allegagione l’anticipo della maturazione, tramite diradamento dei grappoli e dei germogli durante il periodo di scacchiatura, può portare benefici. Nella pianificazione di nuovi impianti, è fondamentale considerare la scelta del portinnesto e della varietà in relazione alle caratteristiche del terreno e, naturalmente, alle esigenze produttive aziendali.

Come già accennato, il disseccamento del rachide è una problematica complessa e i molti studi in materia sono ancora agli inizi. Ad oggi una buona gestione del vigneto insieme ad un continuo ed attento monitoraggio fanno la differenza.