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Bollettino Vite N° 7 – aprile 2026

anto
Aprile 22, 2026
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Inquadramento meteo

La scorsa settimana è stata caratterizzata da un meteo incerto, si sono verificate leggere precipitazioni tra lunedì e martedì, mentre nel fine settimana sono stati registrati vari rovesci temporaleschi, anche di grande intensità, che hanno contribuito ad incrementare le precipitazioni cumulate dei diversi areali. Nella bergamasca si sono verificate delle grandinate. Sono aumentate le ore di bagnatura fogliare, favorite dall’incremento dell’umidità dell’aria.

StazioneT Minima (°C)T Media (°C)T Massima (°C)Precipitazioni (mm)Bagnatura Fogliare Media (ore)
Botticino12,917,123,611,25,3
Calvagese11,315,522,27,27,7
Cortefranca10,816,022,219,28,4
Gussago Stella8,616,622,47,86,1
Paderno11,316,423,315,08,4
Poncarale10,716,423,913,07,3
Puegnago12,016,322,516,06,6
Sirmione11,016,121,721,28,1
Tremosine9,113,219,45,07,0


Previsioni meteo

Per l’intera settimana non sono previste precipitazioni, con cielo parzialmente nuvoloso fino a mercoledì. Nella prima metà della settimana le temperature massime subiranno un ulteriore calo, scendendo al di sotto dei 20 °C, così come le minime, che toccheranno i 10 °C. Nella seconda metà, invece, si prevede una ripresa graduale di entrambe.

Fase fenologica

La fase fenologica è compresa tra la quarta foglia distesa (BBCH 14) e la sesta foglia distesa (BBCH 16). Le infiorescenze sono chiaramente visibili (BBCH 53). In zone molto precoci sono stati osservati germogli anche di 50 cm. È possibile aspettarsi un’accelerazione dello sviluppo dei germogli, contribuito dalle piogge della scorsa settimana e dalle temperature previste per i prossimi giorni.


Difesa

Peronospora

L’assenza di precipitazioni previste per la settimana corrente consente di posticipare il prossimo trattamento, allungando l’intervallo rispetto al precedente. Nei casi in cui si registri una forte bagnatura fogliare notturna, si raccomanda di mantenere la copertura intervenendo dalla seconda metà della settimana, nel rispetto dell’intervallo indicato in etichetta.

Nel caso in cui le condizioni meteo rimangano stabili è possibile intervenire nuovamente con:

Rame alla dose di 100 grammi di rame metallo per ettaro sulle spalliere. Rammentiamo che tra le forme di rame gli idrossidi hanno forme di rilascio più immediate, ma risultano, più dilavabili, mentre le poltiglie hanno rilascio più lento ma garantiscono maggiore adesività.

Cimoxanil abbinato al rame alla dose di 50 g/hl, le caratteristiche citotropiche e translaminari permettono di garantire una copertura anche alla nuova vegetazione non interessata dal trattamento rameico. È necessario che la soluzione nella botte abbia un pH compreso tra 6,0 e 6,5 in modo da limitarne la degradazione e mantenere a lungo l’effetto.

In alternativa, per una maggiore copertura anche dei grappolini, intervenire con:

Ditianon o folpet: si tratta di prodotti di copertura ad elevata capacità di resistenza ai dilavamenti. Sono valide alternative ai rameici in regime di produzione integrata, rammentando che il numero di trattamenti complessivi è limitato dai disciplinari di produzione integrata. In questo caso consigliamo di utilizzare la dose ettolitro per adeguare la quantità distribuita alla vegetazione esistente:

– Ditianon 500 g/l (es. Envita o Futura): l’etichetta contiene la formula per adeguare la quantità alla vegetazione. In linea di massima in questa fase su spalliera è possibile utilizzare 0,15/0,2 lt/ha;

– Ditianon 125 g/l + fosfonato di posassio 561 g/l (es. Delan Pro): dose 300 gr/hl

– Folpet 80 gr/l (Prodotti vari): dose 125/150 gr/hl.

Escoriosi

Le piogge della scorsa settimana hanno creato le condizioni favorevoli allo sviluppo del patogeno, che necessita di acqua libera per infettare le vigne.

Intervenire con zolfo bagnabile ad elevate dosi 400-600 g/hl.

In caso di forti infestazioni gli anni precedenti in agricoltura integrata si consiglia l’uso di Ditianon 125 g/l + fosfonato di potassio 561 g/l alla dose di 1 lt/ha in 300 lt di acqua, oppure Folpet 80 gr/l (Prodotti vari) fino alla dose di 2 kg/ha.

Oidio

In questa fase è possibile intervenire con zolfo bagnabile a 200/400 gr/hl. In caso di forti infestazioni negli anni precedenti è opportuno utilizzare fin da subito dosi più elevate (600/800 gr/hl) da abbinare con prodotti ad azione eradicante quali ad esempio spiroxamina o bupirimate.

Tignoletta ed Eulia

Sono state registrate catture sia di Tignoletta sia di Eulia. Fondamentale il monitoraggio di entrambe le specie tramite trappole adesive a feromoni. Le larve di prima generazione non provocano danni economici e, da disciplinare di produzione integrata, non è consentito intervenire con trattamenti; l’unica possibilità è ricorrere alla confusione sessuale.

Erasmuneura vulnerata

In alcuni vigneti biologici abbiamo riscontrato la presenza di questo cicadellide.

Dalla nostra esperienza, nei vigneti biologici il controllo degli insetti fitofagi risulta più difficoltoso e meno efficace rispetto alla difesa integrata. Per questo motivo consigliamo di intervenire tempestivamente per contenere l’eventuale l’infestazione, ricorrendo al piretro (scegliendo un prodotto che riporti in etichetta le cicaline tra gli organismi bersaglio).

Ricordiamo che è buona prassi effettuare lo sfalcio dell’interfila prima di eseguire un trattamento insetticida, questo permette di evitare di colpire gli insetti impollinatori utili.

Erinosi

Causata dall’acaro Colomerus vitis, la foglia presenta sulla pagina superiore delle galle, che con l’evolversi della malattia assumono un colore rossastro, in loro corrispondenza nella pagina inferiore è presente un feltro inizialmente grigiastro che diventa rossastro con l’avanzare della malattia dove trova protezione l’acaro.

È possibile tenere sotto controllo l’infezione tramite i trattamenti antioidici a base di zolfo.

Ragnetto giallo

Simile al ragnetto rosso, ma colpisce i vigneti in primavera. I danni interessano soprattutto le foglie, mostrando deformazioni, decolorazioni e/o ingiallimenti/arrossamenti a seconda del vitigno, ma possono colpire anche i germogli portando ad uno sviluppo stentato degli stessi.

Da disciplinare di produzione integrata di Regione Lombardia la soglia d’intervento a inizio vegetazione è fissata alla presenza di forme mobili sul 60-70% delle foglie, permettendo un solo intervento acaricida in un anno.

Gestione della chioma

Iniziare le operazioni di scacchiatura, fondamentale per garantire una corretta densità della chioma, evitando l’eccessivo affastellamento migliorando il microclima della chioma, una migliore penetrazione dei prodotti fitosanitari e un adeguato carico produttivo.

Avendo cura di svuotare le teste per le forme d’allevamento con capo a frutto, mentre per quelle a cordone permanente intervenire sui germogli del cordone lasciando solamente quelli generati dagli speroni.

Abbiamo pubblicato un video nel quale mostriamo la corretta esecuzione della scacchiatura.

Per la spollonatura si consiglia di intervenire con germogli di lunghezza compresa tra i 10 e i 30 cm, in modo da ridurre successivi ricacci. Nel caso si voglia intervenire chimicamente il disciplinare di produzione integrata di Regione Lombardia indica le seguenti sostanze attive sostanze attive:

  • Acido pelargonico alla dose di 6-8 L/hl
  • Carfentrazone alla dose di 300 ml/hl, massimo 1 L/ha
  • Pyraflufen-ethyl alla dose di 0,8 L/ha

Gestione del suolo

Una volta eseguito il primo trattamento antiperonosporico è possibile eseguire lo sfalcio degli inerbimenti e terminare i sovesci.

Situazioni di campo

Durante i nostri sopralluoghi abbiamo riscontrato degli effetti collaterali causati dal diserbo effettuato sui nuovi impianti, possono essere confusi con delle carenze nutrizionali. In questo caso si consiglia di intervenire con prodotti a base di alghe brune per facilitare la ripresa delle barbatelle.