Inquadramento meteo
Dopo i temporali di inizio settimana, che hanno causato un abbassamento delle temperature, le condizioni meteo si sono stabilizzate. Le temperature hanno subito un incremento con massime oltre i 24 °C. Grazie al miglioramento del meteo sono calate le ore di bagnatura fogliare che rimangono ancora consistenti in alcuni areali.
| Stazione | T Minima (°C) | T Media (°C) | T Massima (°C) | Precipitazioni (mm) | Bagnatura Fogliare Media (ore) |
| Botticino | 10,8 | 16,9 | 24,5 | 13,0 | 2,1 |
| Calvagese | 8,7 | 14,9 | 23,0 | 1,4 | 2,9 |
| Cortefranca | 9,8 | 16,3 | 23,1 | 11,0 | 3,6 |
| Gussago Stella | 11,1 | 16,6 | 23,6 | 7,2 | 2,0 |
| Paderno | 8,5 | 16,0 | 23,9 | 5,6 | 5,0 |
| Poncarale | 7,9 | 16,3 | 24,6 | 0,8 | 1,7 |
| Puegnago | 9,9 | 16,0 | 23,6 | 7,4 | 3,6 |
| Sirmione | 8,3 | 15,9 | 22,3 | 9,8 | 4,9 |
| Tremosine | 6,1 | 11,7 | 19,0 | 14,8 | 5,7 |
Previsioni meteo
È previsto un lieve peggioramento tra mercoledì e giovedì, sono attesi meno di 5 mm. Nella prima metà della settimana le temperature massime subiranno un calo, scendendo al di sotto dei 20 °C, così come le minime, che toccheranno i 10 °C. Da giovedì 30 aprile le temperature torneranno a salire fino i valori del fine settimana scorso.

Fase fenologica
La fase fenologica è compresa tra la sesta foglia distesa (BBCH 16) e l’ottava foglia distesa (BBCH 18). Le infiorescenze sono rigonfie (BBCH 55). Le temperature di questo periodo stanno favorendo un rapido sviluppo dei germogli che in alcuni casi iniziano già ad emettere le prime femminelle.

Difesa
Peronospora
Nonostante le previsioni non indichino precipitazioni importanti, è consigliabile proseguire con la copertura della vegetazione rispettando l’intervallo dall’ultimo trattamento, dato che la bagnatura fogliare notturna crea condizioni favorevoli alle infezioni primarie.
Negli areali a minor pressione del patogeno è possibile prolungare l’intervallo tra i trattamenti rispettando il periodo massimo indicato in etichetta, prestando attenzione però a intervenire sempre in previsione delle piogge.
In agricoltura biologica si consiglia di intervenire con:
Rame alla dose di 150 grammi di rame metallo per ettaro sulle spalliere. Rammentiamo che tra le forme di rame gli idrossidi hanno forme di rilascio più immediate, ma risultano, più dilavabili, mentre le poltiglie hanno rilascio più lento ma garantiscono maggiore adesività.
In agricoltura integrata si consiglia di intervenire con:
Ditianon o folpet: si tratta di prodotti di copertura ad elevata capacità di resistenza ai dilavamenti. Sono valide alternative ai rameici in regime di produzione integrata, rammentando che il numero di trattamenti complessivi è limitato dai disciplinari di produzione integrata. In questo caso consigliamo di utilizzare la dose ettolitro per adeguare la quantità distribuita alla vegetazione esistente:
– Ditianon 500 g/l (es. Envita o Futura): l’etichetta contiene la formula per adeguare la quantità alla vegetazione. In linea di massima in questa fase su spalliera è possibile utilizzare 0,15/0,2 lt/ha;
– Ditianon 125 g/l + fosfonato di posassio 561 g/l (es. Delan Pro): dose 300 gr/hl
– Folpet 80 gr/l (Prodotti vari): dose 125/150 gr/hl.
Escoriosi
Le piogge della scorsa settimana hanno creato le condizioni favorevoli allo sviluppo del patogeno, che necessita di acqua libera per infettare le vigne.
Intervenire con zolfo bagnabile ad elevate dosi 400-600 g/hl.
In caso di forti infestazioni gli anni precedenti in agricoltura integrata si consiglia l’uso di Ditianon 125 g/l + fosfonato di potassio 561 g/l alla dose di 1 lt/ha in 300 lt di acqua, oppure Folpet 80 gr/l (Prodotti vari) fino alla dose di 2 kg/ha.
Oidio
In questa fase è possibile intervenire con zolfo bagnabile a 200/400 gr/hl. In caso di forti infestazioni negli anni precedenti è opportuno utilizzare fin da subito dosi più elevate (600/800 gr/hl), in agricoltura integrata è possibile abbinare prodotti ad azione eradicante come la spiroxamina 500 g/l (es. Prosper 500 EC) alla dose di 40 ml/hl.
Tignoletta ed Eulia
Il picco del primo volo è stato superato. Rimane fondamentale il monitoraggio di entrambe le specie tramite trappole adesive a feromoni. Le larve di prima generazione non provocano danni economici e, da disciplinare di produzione integrata, non è consentito intervenire con trattamenti; l’unica possibilità è ricorrere alla confusione sessuale.
Erasmuneura vulnerata
Ribadiamo la presenza di questo cicadellide, soprattutto nei vigenti biologici, dove le trappole cromotropiche hanno registrato importanti catture.
Dalla nostra esperienza, in questi vigneti il controllo degli insetti fitofagi risulta più difficoltoso e meno efficace rispetto alla difesa integrata. Per questo motivo consigliamo di intervenire tempestivamente per contenere l’eventuale l’infestazione, ricorrendo al piretro (scegliendo un prodotto che riporti in etichetta le cicaline tra gli organismi bersaglio).
Nel caso si sia già intervenuti, monitorare se l’insetto è ancora presente in vigneto tramite trappole, valutando anche la vitalità degli esemplari ancora liberi.
Ricordiamo che è buona prassi effettuare lo sfalcio dell’interfila prima di eseguire un trattamento insetticida, questo permette di evitare di colpire gli insetti impollinatori utili.

Erinosi
Causata dall’acaro Colomerus vitis, la foglia presenta sulla pagina superiore delle galle, che con l’evolversi della malattia assumono un colore rossastro, in loro corrispondenza nella pagina inferiore è presente un feltro inizialmente grigiastro che diventa rossastro con l’avanzare della malattia dove trova protezione l’acaro.
È possibile tenere sotto controllo l’infezione tramite i trattamenti antioidici a base di zolfo.

Ragnetto giallo
Simile al ragnetto rosso, ma colpisce i vigneti in primavera. I danni interessano soprattutto le foglie, mostrando deformazioni, decolorazioni e/o ingiallimenti/arrossamenti a seconda del vitigno, ma possono colpire anche i germogli portando ad uno sviluppo stentato degli stessi.
Da disciplinare di produzione integrata di Regione Lombardia la soglia d’intervento a inizio vegetazione è fissata alla presenza di forme mobili sul 60-70% delle foglie, permettendo un solo intervento acaricida in un anno.
Il danno e l’entità dell’infestazione si riducono con l’aumentare della vegetazione, valutare anche questo aspetto nella pianificazione di un eventuale trattamento.

Gestione della chioma
Iniziare le operazioni di scacchiatura, fondamentale per garantire una corretta densità della chioma, evitando l’eccessivo affastellamento migliorando il microclima della chioma, una migliore penetrazione dei prodotti fitosanitari e un adeguato carico produttivo.
Avendo cura di svuotare le teste per le forme d’allevamento con capo a frutto, mentre per quelle a cordone permanente intervenire sui germogli del cordone lasciando solamente quelli generati dagli speroni.
Abbiamo pubblicato un video nel quale mostriamo la corretta esecuzione della scacchiatura.
Per la spollonatura si consiglia di intervenire con germogli di lunghezza compresa tra i 10 e i 30 cm, in modo da ridurre successivi ricacci. Nel caso si voglia intervenire chimicamente il disciplinare di produzione integrata di Regione Lombardia indica le seguenti sostanze attive sostanze attive:
- Acido pelargonico alla dose di 6-8 L/hl
- Carfentrazone alla dose di 300 ml/hl, massimo 1 L/ha
- Pyraflufen-ethyl alla dose di 0,8 L/ha
Utilizzare olio vegetale (colza o lino) in soluzione con i prodotti spollonanti per ridurre la deriva della distribuzione.
Gestione del suolo
Una volta eseguito il primo trattamento antiperonosporico è possibile eseguire lo sfalcio degli inerbimenti e terminare i sovesci.
Per favorire la presenza di entomofauna nel vigneto è consigliato sfalciare gli inerbimenti a file alterne.