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Bollettino Vite N° 11 – maggio 2026

anto
Maggio 20, 2026
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bollettino vite maggio

Inquadramento meteo

Il meteo della scorsa settimana è stato caratterizzato dalla diffusa presenza di celle temporalesche, che hanno determinato consistenti precipitazioni e, nella giornata di lunedì 11 maggio e di giovedì 14 maggio, la formazione di eventi grandinigeni che hanno interessato tutta la fascia prealpina da Bergamo finno al lago di Garda. Di conseguenza le temperature hanno subito un’importante calo culminato all’inizio del fine settimana con minime anche ben al di sotto dei 10 °C.

StazioneT Minima (°C)T Media (°C)T Massima (°C)Precipitazioni (mm)Bagnatura Fogliare Media (ore)
Botticino7,014,224,644,46,7
Calvagese5,712,322,214,010,1
Cortefranca6,414,022,157,45,6
Gussago Stella6,413,723,449,46,4
Paderno9,116,227,416,86,0
Poncarale6,213,923,347,86,1
Puegnago6,713,724,751,49,4
Sirmione8,714,823,648,26,3
Tremosine2,59,218,867,010,6


Previsioni meteo

Questa settimana sarà caratterizzata dalla presenza di velature, le temperature subiranno un incremento che porterà le massime in prossimità dei 30 °C e le minime attorno ai 20 °C. Le prossime precipitazioni sono previste per l’inizio della settimana prossima.

Fase fenologica

In tutti gli areali è possibile osservare le prime caliptre distaccate (BBCH 60). Nei vigneti più precoci si è superata la soglia del 30% delle caliptre distaccate (BBCH 63).


Difesa

Peronospora

Essendosi verificate le prime infezioni primarie, possono quindi prendere avvio anche le infezioni secondarie che come noto sono meno esigenti in quanto è sufficiente anche solo una bagnatura fogliare prolungata.

Viste le previsioni meteo della settimana corrente è possibile allungare l’intervallo tra i trattamenti. Alle aziende che sono intervenute tra il 12 e 14 maggio consigliamo di ripristinare la copertura tra mercoledì e giovedì.

Alle aziende che sono intervenute nel fine settimana scorso consigliamo di intervenire in funzione delle possibili piogge di inizio settimana prossima. In agricoltura biologica si consiglia di intervenire con:

Rame alla dose di 250 grammi di rame metallo per ettaro sulle spalliere. Rammentiamo che tra le forme di rame gli idrossidi hanno forme di rilascio più immediate, ma risultano, più dilavabili, mentre le poltiglie hanno rilascio più lento ma garantiscono maggiore adesività.

In agricoltura integrata si consiglia di intervenire con:

Ditianon o folpet: si tratta di prodotti di copertura ad elevata capacità di resistenza ai dilavamenti. Sono valide alternative ai rameici in regime di produzione integrata, rammentando che il numero di trattamenti complessivi è limitato dai disciplinari di produzione integrata. In questo caso consigliamo di utilizzare la dose ettolitro per adeguare la quantità distribuita alla vegetazione esistente:

– Ditianon 500 g/l (es. Envita o Futura): l’etichetta contiene la formula per adeguare la quantità alla vegetazione. In linea di massima in questa fase su spalliera è possibile utilizzare 0,7 lt/ha in prefioritura, ed a 1 lt/ha in post fioritura.

– Ditianon 125 g/l + fosfonato di posassio 561 g/l (es. Delan Pro): dose 3/4 lt/ha in funzione dello sviluppo della vegetazione.

– Folpet 40 gr + metalaxyl-m 4,85 gr (Folpan Gold): dose 2 kg/ha.

Ricordiamo che i prodotti a base di Ditianon hanno massimo 4 trattamenti in etichetta, nel caso in cui si abbiano esaurito gli interventi è necessario passare a prodotti a base di Folpet e metalaxyl-m, più indicati per la fase di fioritura.

Per tutti I prodotti raccomandiamo di valutare attentamente le frasi di rischio per gli operatori e per l’ambiente, tenendo conto della fascia di rispetto dai corsi d’acqua.

Oidio

In questa fase intervenire con zolfo bagnabile a 4 kg/ha. In caso di forti infestazioni negli anni precedenti è opportuno utilizzare dosi più elevate (6/8 Kg/ha), in agricoltura integrata è possibile abbinare prodotti ad azione eradicante come la spiroxamina 500 g/l (es. Prosper 500 EC) alla dose di 0,8 lt/hl o in alternativa il tetraconazolo (es. Concorde 40 EW) alla dose di 0,75 lt/ha.

Tignoletta ed Eulia

Fondamentale il monitoraggio delle eventuali ovideposizioni sui giovani grappoli, in modo da stimare l’entità del prossimo volo.

Gestione vigneto post grandine

Nei vigneti colpiti da grandine è necessario monitorare attentamente la ripresa vegetativa; qualora questa risultasse stentata, si consiglia di intervenire nella prossima settimana con estratti di alghe brune (seguendo i dosaggi riportati in etichetta), al fine di favorire il ripristino della vegetazione.

Si raccomanda inoltre di sospendere temporaneamente le operazioni di gestione della chioma, per evitare ulteriori condizioni di stress e poter valutare nelle prossime settimane gli interventi più opportuni. L’unica operazione consigliata è garantire una corretta palizzatura, così da ristabilire il posizionamento verticale dei germogli.

Intervenire con i trattamenti fitosanitari secondo l’intervallo minore indicato in etichetta.

Gestione della chioma

Per la spollonatura si consiglia di intervenire con germogli di lunghezza compresa tra i 10 e i 30 cm, in modo da ridurre successivi ricacci. Nel caso si voglia intervenire chimicamente il disciplinare di produzione integrata di Regione Lombardia indica le seguenti sostanze attive sostanze attive:

  • Acido pelargonico alla dose di 6-8 L/hl
  • Carfentrazone alla dose di 300 ml/hl, massimo 1 L/ha
  • Pyraflufen-ethyl alla dose di 0,8 L/ha effettivamente trattato

Utilizzare olio vegetale (colza o lino) in soluzione con i prodotti spollonanti per ridurre la deriva della distribuzione.

Una volta conclusa la fioritura è necessario intervenire con le operazioni di cimatura, utili per eliminare la dominanza apicale, favorire il direzionamento delle risorse verso lo sviluppo del grappolo e migliorare la circolazione dell’aria all’interno della chioma. È importante mantenere un adeguato equilibrio vegeto-produttivo: l’ideale è avere una parete fogliare con altezza di circa 1,5 metri.

Gestione del suolo

Per favorire la presenza di entomofauna utile nel vigneto è consigliato sfalciare l’inerbimento a file alterne, ricordando che ridurre gli interventi di gestione del cotico erboso tende a sfavorire la comparsa di infezioni primarie di peronospora. Si consiglia quindi di intervenire quando l’inerbimento raggiunge un’altezza compresa tra 50 e 60 cm.