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Bollettino Agrometeorologico Vite n°2. 2021 del 21.04.2022

INDICAZIONI METEOROLOGICHE


Il mese di marzo è chiuso sotto la norma di circa 1 grado. Il mese di aprile attualmente è leggermente sotto media termica. Marzo è risultato molto siccitoso con circa 10 mm caduti in Lugana e 5 nel resto del territorio d’interesse con il modesto peggioramento di giovedì 31 marzo. Venerdì 1 aprile sono scesi ulteriori 5-10 mm sul resto del territorio.

Di seguito gli eventi piovosi da dicembre 2021:
• Episodio piovoso/nevoso dell’Immacolata: circa 25 mm sul territorio
• Perturbazione del 5 gennaio: 10-15 mm sul territorio, punte di 20 in Franciacorta
• Perturbazione del 15 febbraio: circa 40 mm sul territorio
• Perturbazione 31 marzo-1 aprile: circa 15 mm sul territorio


Il risultato è che da dicembre sono precipitati circa 100 mm di pioggia, nei casi migliori. Sicuramente questo aspetto è favorevole dal punto di vista sanitario, in quanto sono mancate completamente le così dette “piogge preparatorie”; d’altro canto la situazione è allarmante, specialmente per altre colture, come i seminativi.
Tuttavia, un primo peggioramento del tempo è atteso tra giovedì e venerdì, ma porterà precipitazioni specialmente verso le pianure emiliane, mentre tra sabato e lunedì un secondo peggioramento interesserà più concretamente il territorio bresciano.
Di seguito riportiamo la classifica dal 1949 delle precipitazioni cumulate dal primo dicembre al 31 marzo dall’Istituto Pastori. Come visibile, il periodo che stiamo vivendo è il terzo più siccitoso dal 49. Altra curiosità è notare come il 40% di questa top ten includa anni dal 2004 in poi.

tabella meteo 1 bollettino vite 2

FASE FENOLOGICA

Il marzo freddo, l’aprile leggermente sotto media e la siccità stanno rallentando lo sviluppo. A seconda delle zone e delle varietà la vite risulta compresa tra la fase di rigonfiamento gemme (BBCH 01) e la fase di prime foglie distese (BBCH 15).

CONCIMAZIONE

L’adozione di un piano di fertilizzazione è d’obbligo per chi aderisce a misura agroambientali, come anche disporre di analisi chimico-fisiche del terreno non più vecchie di 5 anni. Sempre per chi è in misura 10, la concimazione va frazionata qualora il singolo intervento superi i 60 kg/ha di azoto (vincolo che non si applica ai concimi a lenta cessione).

Ricordiamo gli obblighi del Programma d’azione nitrati e le relative limitazioni alle unità di azoto distribuibili per ettaro (vite MAS 70 lg/ha). La gestione della concimazione deve essere valutata con il proprio tecnico in funzione di quanto emerso dall’analisi del terreno, ma anche in funzione della vigoria e dell’età delle piante, dei livelli produttivi delle annate precedenti e dell’obiettivo della nuova annata.

GESTIONE SUOLO

Visto l’approssimarsi di un periodo piovoso/umido evitare di trinciare le interfile. Trinciare ormai a ridosso del peggioramento e senza aver effettuato il primo intervento antiperonosporico aumenta il rischio di infezioni primarie, limitate dalla presenza dell’inerbimento che intrappola e riduce i “salti” delle spore. Per quanto riguarda il controllo delle infestanti rimandiamo al bollettino numero 1.

MAL DELL’ESCA

È causato da un ampio numero di funghi che penetrano attraverso le ferite, anche dovute alla potatura, e si avvantaggiano di situazioni di stress e della presenza di vecchi residui di potatura nel vigneto.

Per chi non avesse ancora effettuato l’intervento a base di Trichoderma asperellum e gamsii, i funghi antagonisti che competono per lo spazio e per i nutrienti nei confronti dei funghi patogeni associati al complesso del mal dell’esca è opportuno attendere giornate umide e distribuire almeno 400 lt di acqua per ettaro con 250 gr/hl di fitosanitario.

ESCORIOSI

Il patogeno sverna nei tralci infetti o sui residui vegetali in forma di picnidi che si differenziano in autunno-inverno. In primavera, dopo prolungati periodi di pioggia, i picnidi emettono dei cirri giallastri che, sempre grazie alla pioggia, vengono trasportati sui germogli ed infettano i tessuti. Il patogeno tende ad invadere il cambio e compaiono fenditure e lesioni necrotiche e il germoglio diventerà fragile, meno fertile e potrà anche seccare.

È importante asportare le parti infette ed evitare di trinciarle. Generalmente si interviene a rottura gemme e si esegue un secondo intervento 8-12 giorni dopo. Negli ultimi anni per via delle condizioni meteorologiche la malattia ha avuto un’incidenza minore e perlopiù su varietà sensibili come il groppello o in situazioni/contesti dove la problematica si è insediata negli anni. Nei vigneti colpiti può essere utile anticipare i trattamenti impiegando zolfo bagnabile a 2 kg/ha, iniziando in contemporanea la difesa da peronospora addizionando 200 g/ha di rame metallo.

REVOCA SOSTANZE ATTIVE

Le seguenti sostanze attive, ancora presenti e consentite dal disciplinare 2022 sono state revocate e i prodotti commerciali contenenti queste sostanze potranno essere impiegati entro:

revoca sostanze attive bollettino vite 2

PERONOSPORA

Nelle zone più precoci, dove lo sviluppo dei germogli è mediamente oltre i 5 cm, è possibile intervenire prima del peggioramento di venerdì/sabato, con sostanze attive di copertura come rame o metiram, che proteggono fino a 20-25 mm di pioggia. Laddove i germogli sono ancora indietro si potrà partire con il primo intervento la prossima settimana. È ancora sconsigliato ricorrere a prodotti sistemici, in quanto è meglio riservarli a periodi con pressione del patogeno più elevata.

I prodotti citotropici, quali ad esempio cimoxanil, o citrotropici traslaminari, come il dimetomorf, in questa fase possono essere abbinati ai prodotti di copertura nelle situazioni più a rischio, o in areali/vitigni più precoci e più avanti nello sviluppo. Sconsigliato anche l’utilizzo di prodotti di copertura a base di sostanze attive come folpet, dithianon, zoxamide, ciazofamide, amisulbrom, fluazinam e famoxadone, anch’esse più opportune quando la parete fogliare sarà più consistente.

Vista l’esiguità della parete fogliare, è opportuno dosare i prodotti secondo il quantitativo riportato per ettolitro di acqua.

OIDIO

Abbinare al trattamento per la difesa da peronospora un trattamento anti oidico con zolfo al dosaggio 200 g/hl. Solo nelle aree con infezioni ricorrenti e su vitigni sensibili è possibile innalzare il dosaggio dello zolfo a 400 g/hl.

INDICAZIONI PER LA DIFESA – PERONOSPORA

Con comunicato regionale 2 marzo 2022 – n. 22, consultabile sul Bollettino Ufficiale di Regione Lombardia (BURL) Serie Ordinaria n. 9 di venerdì 4 marzo 2022, la D.G. Agricoltura alimentazione e sistemi verdi ha adottato le norme tecniche agronomiche nazionali di produzione integrata 2022. Nel comunicato è stato anche pubblicato l’aggiornamento 2022 delle norme tecniche di difesa e diserbo. Tali norme sono valide per le misure agro-climatiche ambientali del PSR e per i programmi operativi delle organizzazioni dei produttori ortofrutticoli (OCM ortofrutta – reg. 1308/13/CE).

Di seguito si riporta il link per la loro consultazione:

https://www.fitosanitario.regione.lombardia.it/wps/portal/site/sfr/protezione-delle-colture-e-del-verde/norme-tecniche-di-difesa-e-diserbo

Le modifiche rispetto al 2021 per la difesa da peronospora riguardano:

  • La possibilità di effettuare 4 interventi tra Folpet, Dithianon e Fluazinam
  • L’uscita definitiva del Mancozeb, revocato il 24/12/2020 ed utilizzabile fino al 4 gennaio 2022.
  • Nonostante il disciplinare lo preveda ancora, sconsigliamo l’impiego di prodotti a base di Famoxadone, revocato il 23/02/2022 ed impiegabile massimo fino al 16/09/2022 (gli unici 2 prodotti in circolazione sono l’Iteral e l’Equation Pro, entrambi in combo con cimoxanil).

PRINCIPI ATTIVI AMMESSI PER LA DIFESA DA PERONOSPORA

principi attivi bollettino vite 2