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D.E.

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Bollettino Agrometeorologico Vite n°2. 2023 del 20.03.2023

INDICAZIONI METEOROLOGICHE

Marzo è attualmente fermo a 5-10 di mm di pioggia su tutto il territorio di interesse e, come anticipato nel precedente bollettino, segue un febbraio chiuso tra 0 e 5 mm.
Dal punto di vista termico l’ultima settimana è sostanzialmente in media, mentre il mese è circa un grado sopra la media. Sul lunghissimo periodo (fine mese) i modelli mostrano un peggioramento, ma l’attendibilità è molto bassa.


TIGNOLETTA


L’insetto è in grado di compiere 3 generazioni nei nostri areali e sverna incrisalidato in un bozzolo negli anfratti legnosi. Generalmente i primi adulti compaiono a partire dalla metà di aprile e, in modo scalare, fino all’ultima decade di maggio. Pochi giorni dopo lo sfarfallamento le femmine fecondate depongono le uova sul grappolino e nel giro di una/due settimane si sviluppano le larve che si nutrono dei fiori ed emettono fili sericei formando dei grumoli. Le nuove crisalidi si localizzano ancora una volta negli anfratti o nei grumoli.
La prima generazione è, appunto, antofaga e su di essa non si effettua alcun intervento. Seconda e terza generazione compaiono rispettivamente tra fine giugno e metà luglio e da agosto a metà settembre e sono quelle che arrecano danni agli acini, penetrandovi e causandone il disseccamento e favorendo, soprattutto la terza generazione, attacchi di botrite e marciume acido.
La soglia di intervento con il metodo del campionamento è generalmente la semplice presenza di uova o fori di penetrazione in vigneti solitamente infestati o il 5% di grappoli infestati nei vigneti che generalmente non sono infestati. La soglia di intervento con le trappole, che vanno collocate a metà aprile, può essere indicativamente di 10/15 maschi/trappola/settimana.
Con insetticidi che svolgono la loro attività sulle larve neonate o anche sulle uova (ovo-larvicidi) il trattamento dovrà essere più tempestivo ed eseguito a partire dalla fase di ovideposizione che in genere inizia 12-14 giorni dopo l’inizio delle catture dei maschi nelle trappole a feromoni.
Con insetticidi tradizionali, invece, si può intervenire mediamente 7-8 giorni dopo il picco massimo dei voli, rilevato sempre con le trappole a feromoni.
Riportiamo le sostanze attive ammesse dal disciplinare di produzione integrata 2023 di Regione Lombardia per il controllo di tignoletta:

Trattamenti contro scafoideo eseguiti con *acetamiprid o con i piretroidi: *taufluvalinate, *etofenprox, *deltametrina e *lambda-cialotrina hanno azione anche nei confronti di tignoletta.
Qualora si opti per la confusione sessuale, invece, occorre sapere che questa strategia punta a saturare l’ambiente con lo stesso feromone rilasciato dalle femmine in modo che maschi vengono disorientati, facendo calare drasticamente il tasso di riproduzione e mantenendo la popolazione del fitofago al di sotto della soglia di danno. Questa tecnica può essere realizzata in 3 modalità:

  • Diffusori clip o stick: questi erogatori rilasciano il feromone attraverso la porosità del materiale di cui sono composti e regolando la diffusione a seconda della temperatura e delle correnti d’aria a cui sono esposti. Vengono posizionati manualmente in campo, prima dell’inizio del volo di prima generazione, nel numero di 200/500 unità per ettaro a seconda del prodotto e consentono la formazione di una nube molto diffusa, per cui l’eventuale malfunzionamento di qualche elemento non influisce negativamente sul controllo dell’insetto. Il rilascio è continuo, giorno e notte e determina la saturazione dei recettori dei maschi impedendogli di trovare le femmine per un periodo di 150/180 giorni in funzione del prodotto, garantendo la copertura per tutte e tre le generazioni di tignoletta (nord Italia). I diffusori possono essere in materiale plastico o biodegradabile.
  • Erogatori spray: il prodotto viene rilasciato nell’ambiente nelle ore di volo della tignoletta creando un punto di forte richiamo per i maschi che in questo modo si allontanano dalle femmine. La strategia richiede il posizionamento di 2/4 erogatori per ettaro sulla testa dei pali, orientando la diffusione verso l’interfilare, poiché il feromone può originare effetti fitotossici sulle foglie colpite. La posizione delle bombolette viene prestabilita da un programma che analizza la conformazione e la giacitura del vigneto e la presenza di venti dominanti che possono spostare la nuvola. L’installazione ed il recupero delle bombolette può essere guidata da apposite app in cui sono identificati i vigneti aziendali e la posizione degli erogatori. Il basso numero di elementi per ettaro riduce i costi di installazione, ma può limitare la difesa nel caso in cui uno degli elementi sia malfunzionante. Il funzionamento può essere verificato tramite un telecomando, ma la verifica dell’effettiva erogazione nelle ore serali e notturne è pressoché impossibile allo stato attuale.
  • Feromoni per atomizzatore: si tratta di un feromone da distribuire mediante atomizzatore che garantisce la copertura per 21/28 giorni in funzione del dosaggio. Per il corretto posizionamento è necessario monitorare il volo per identificarne l’inizio e la fine, in modo da garantire un numero di interventi utili a coprire tutto il periodo. Essendo miscelabile con altri fitofarmaci, nella maggior parte dei casi, può risultare estremamente economico e vantaggioso.


Il posizionamento degli erogatori deve essere effettuato in anticipo rispetto al primo volo, così da limitare la diffusione, già a partire dalla generazione svernante. Sui bordi degli appezzamenti è consigliata una maggiore densità di erogatori, per ovviare alla riduzione della copertura dovuta alle correnti d’aria e al lato scoperto