Inquadramento meteo gennaio 2026
Gennaio ha mantenuto un’impronta pienamente invernale, soprattutto nelle temperature massime, spesso contenute. Prendendo in considerazione la media storica del periodo 1991-2020 e confrontandolo con i dati della stazione meteo di Ghedi, la prima decade del mese presenta un’anomalia di -2,4° favorita da giornate e notti serene; la seconda e la terza decade presentano rispettivamente delle anomalie di +1,7° e +1,5° influenzate da una maggior presenza di giornate nuvolose e frequenti precipitazioni piovose. Il mese di gennaio nel complesso presenta un’anomalia di +0,3°.
Questa combinazione è coerente con un mese caratterizzato da frequenti situazioni di inversione termica e da giornate spesso fredde, non consentendo l’incremento delle temperature massime e limitando l’accumulo di calore anche quando le notti risultavano prive di temperature rigide. In pianura si contano inoltre dieci giorni con valori sotto lo zero, segnale utile per inquadrare un mese comunque capace di garantire diverse gelate.
Nel mese di gennaio l’olivo si colloca normalmente in riposo vegetativo: i dati confermano condizioni coerenti con questa fase. Le temperature medie basse e le minime negative mantengono l’attività fisiologica ridotta e limitano la possibilità di riprese vegetative anticipate. Questo è importante perché, in generale, un olivo che resta in riposo attraversa meglio l’inverno; al contrario, eventuali anticipi di attività in mesi più miti aumenterebbero la sensibilità a successive gelate. Nella prima decade di febbraio le temperature hanno subito un innalzamento, che può portare alla prima fase della ripresa vegetativa influenzando così l’inizio della differenziazione fiorale.
Considerando i dati delle stazioni meteo dellaprovincia di Brescia, il mese mostra medie termiche simili, con escursioni legate a microclima locale, inversioni e influenza lacustre. Le precipitazioni risultano distribuite principalmente nella decade finale di gennaio, con cumulati fra 35 e 59 mm, coerenti con una maggiore efficacia delle fasi di perturbazione che hanno colpito il nord Italia.
| Stazione | T Minima (°C) | T Media (°C) | T Massima (°C) | Precipitazioni (mm) |
| Botticino | -4,4 | 3,8 | 12,0 | 45,2 |
| Calvagese | -7,6 | 2,3 | 13,3 | 33,4 |
| Cortefranca | -6,1 | 3,2 | 11,7 | 47,6 |
| Gussago Stella | -3,7 | 3,6 | 12,1 | 47,4 |
| Paderno | -6,4 | 2,6 | 12,7 | 35,2 |
| Poncarale | -8,9 | 2,1 | 12,0 | 28,8 |
| Puegnago | -4,8 | 3,3 | 14,2 | 51,8 |
| Sale Marasino | -3,8 | 4,2 | 12,7 | 57 |
| Sirmione | -8,5 | 2,8 | 12,0 | 58,8 |
| Tremosine | -8,7 | 0,6 | 12,7 | 51,2 |
Potatura
Nel mese di febbraio, nelle zone lacustri e sui versanti collinari più esposti è possibile eseguire o completare la potatura di produzione; al contrario, in zone più interne e meno esposte è preferibile rimandare l’inizio delle operazioni al mese di marzo o limitarsi alla rimozione del secco. È opportuno ricordare che la fruttificazione dell’olivo è prevalentemente localizzata sui rametti di un anno posizionati nella parte periferica della chioma.
L’intensità dell’intervento deve essere impostata su una potatura moderata e selettiva, modulata in funzione di vigoria, età della pianta e carico produttivo, con l’obiettivo di mantenere l’equilibrio vegeto-produttivo ed evitare tagli eccessivi che inducono ricacci vigorosi e possono incrementare i fenomeni di alternanza.
L’intervento deve iniziare con la pulizia della zona interna della chioma, mediante asportazione di succhioni e di rami con crescita centripeta (orientati verso l’interno), con l’obiettivo di migliorare illuminazione e aerazione. Un adeguato ingresso di luce nella chioma è infatti determinante durante la stagione vegetativa per sostenere una corretta induzione a fiore e fioritura.
In presenza di branche primarie di elevato diametro, è consigliabile mantenere un succhione interno di piccole dimensioni con funzione di “tira-linfa”, utile a garantire continuità del flusso linfatico e a ridurre squilibri vegetativi conseguenti ai tagli più importanti.
Durante la potatura è fondamentale rispettare la dominanza apicale: quando si interviene su una branca non devono essere eliminate o cimate indiscriminatamente tutte le estremità. In caso di taglio di ritorno, è essenziale che il nuovo asse terminale (ramo di proseguimento selezionato) non venga cimato, così da preservare la gerarchia vegetativa e contenere l’emissione di ricacci disordinati.
Qualora nella stagione precedente siano stati riscontrati sintomi riconducibili a patologie del legno, i residui di potatura devono essere rimossi dall’oliveto e non trinciati in loco; è preferibile procedere allo smaltimento/gestione in siti esterni, al fine di ridurre la permanenza di inoculo e il rischio di reinfezioni.
Trattamento di fine potatura
A potatura conclusa, è consigliabile effettuare un trattamento rameico con finalità protettiva e disinfettante dei tagli di potatura, in particolare in aree a elevata umidità e/o con condizioni predisponenti alle infezioni.
In aziende con superfici estese, è opportuno organizzare le operazioni per blocchi/appezzamenti: completata la potatura di ciascun blocco, si deve intervenire tempestivamente con il trattamento sul singolo blocco, senza attendere la conclusione dell’intero cantiere di potatura. Questa gestione riduce l’intervallo tra taglio e copertura, limitando il periodo di esposizione delle ferite.

Difesa: Occhio di pavone e Lebbra
Le condizioni meteorologiche registrate tra fine gennaio e inizio febbraio (elevata umidità relativa, bagnatura fogliare prolungata conseguente a precipitazioni frequenti e temperature moderate, non eccessivamente rigide) possono determinare un incremento del rischio di nuove infezioni da Spilocaea oleaginea (occhio di pavone).
È pertanto opportuno effettuare una valutazione dell’incidenza e della distribuzione dei sintomi; in presenza di pregresse infezioni rilevanti e/o in contesti a elevata pressione di malattia, si raccomanda l’impostazione di trattamenti preventivi rameici modulati in funzione degli eventi piovosi, ricordando che l’eventuale trattamento di fine potatura può già costituire una copertura efficace ai fini della prevenzione.
Per quanto riguarda la lebbra dell’olivo (Colletotrichum gloeosporioides), nel periodo considerato la strategia di difesa è principalmente orientata alla profilassi, attraverso l’eliminazione delle drupe mummificate e l’asportazione di eventuali porzioni di legno infetto, che rappresentano importanti fonti di inoculo. Le coperture rameiche impostate per il contenimento dell’occhio di pavone risultano generalmente adeguate anche per la prevenzione della lebbra, in quanto contribuiscono a limitare l’instaurarsi delle infezioni in condizioni predisponenti.
Gestione del suolo
Nel periodo in esame, la gestione del suolo deve essere orientata a contenere i fenomeni di compattazione e a massimizzare l’infiltrazione e l’accumulo idrico, soprattutto nei terreni con spiccata tendenza alla chiusura strutturale. L’obiettivo operativo è preservare la porosità e la funzionalità idraulica del profilo, limitando condizioni che riducono la permeabilità e penalizzano l’esplorazione radicale. Lavorazioni superficiali permettono anche di ridurre le popolazioni di larve di insetti dannosi come: Maggiolino (Melolontha melolontha) e Cicala (Tibicen haematodes).
Per l’impostazione di un piano di concimazione razionale è utile eseguire analisi chimico-fisiche del terreno, finalizzate alla caratterizzazione della dotazione nutrizionale e della tessitura. I risultati consentono di definire in modo mirato dosi, epoche e forme di apporto, ottimizzando l’efficienza d’uso dei nutrienti e limitando sprechi.
Le concimazioni non rientrano tra gli interventi prioritari di questa fase: eventuali concimazioni di fondo possono essere valutate solo in presenza di carenze pregresse note (documentate da analisi e/o sintomatologie ricorrenti) e con impostazione strettamente correttiva. In parallelo, la gestione del suolo deve essere programmata tenendo conto della lavorabilità del terreno, evitando transiti e lavorazioni in condizioni non idonee che favoriscono compattamenti e perdita di struttura.
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