Inquadramento meteo febbraio 2026
Il mese di febbraio, per quanto riguarda le precipitazioni, presenta una divisione netta, la prima metà con eventi piovosi molto frequenti che hanno contribuito a superare la piovosità media del mese; invece, nella seconda metà le precipitazioni sono risultate assenti. Analizzando le temperature medie delle tre decadi del mese, della stazione meteo di Ghedi, in confronto con la media storica del periodo 1991-2020, è stato possibile osservare un’anomalia positiva in tutti e tre i periodi rispettivamente di: +2,9° nella prima decade, +3,5° nella seconda e +3,5° nella terza, per un’anomalia complessiva del mese di +3,5°. Febbraio, quindi, è stato caratterizzato da un clima si piovoso nel periodo iniziale, ma soprattutto mite rispetto alla stagione invernale con un incremento progressivo delle temperature, pur mantenendo una buona escursione termica tra il giorno e la notte. Questo è stato causato principalmente dall’alta pressione subtropicale persistente, compressione dell’aria in discesa e afflusso di masse d’aria più calde dal Nord Africa o dalla Penisola Iberica.
La prima decade di marzo mantiene la tendenza conclusiva del mese precedente, con temperature sopra la media e un’anomalia positiva di +2,8°, per quanto riguarda invece le prossime settimane è atteso un calo delle temperature che nei valori massimi rimarranno nell’intorno dei 15° mentre per i valori minimi sono previste più oscillazioni con valori anche prossimi anche ai 2-3°.
Le temperature miti hanno favorito l’interruzione della quiescenza invernale, determinando l’inizio della ripresa vegetativa. Tale fase è riscontrabile attraverso il rigonfiamento delle gemme. Parallelamente, il progressivo rialzo termico del terreno sta stimolando il risveglio dell’apparato radicale, condizione essenziale per ottimizzare l’efficienza di assorbimento dei nutrienti in vista delle imminenti concimazioni.
| Stazione | T Minima (°C) | T Media (°C) | T Massima (°C) | Precipitazioni (mm) |
| Botticino | 2,0 | 8,6 | 18,3 | 59,6 |
| Calvagese | -1,0 | 7,0 | 17,8 | 38,6 |
| Cortefranca | -0,7 | 7,8 | 17,5 | 76,0 |
| Gussago Stella | 1,9 | 8,3 | 18,3 | 75,2 |
| Paderno | -0,9 | 6,8 | 17,7 | 53,0 |
| Poncarale | -2,5 | 7,1 | 19,3 | 43,6 |
| Puegnago | -0,2 | 7,6 | 17,8 | 77,6 |
| Sale Marasino | 1,2 | 8,2 | 18,8 | 86,2 |
| Sirmione | -1,9 | 7,4 | 18,0 | 76,4 |
| Tremosine | -2,6 | 4,8 | 16,9 | 49,0 |
Operazioni di campo
Potatura
Oramai le potature sono iniziate in tutti gli areali, nelle zone più precoci ci si avvia verso la conclusione, mentre in zone più fredde e tardive le operazioni sono iniziate recentemente. È importante pianificare l’attività in base alle precipitazioni, preferendo operare sempre in situazioni asciutte, effettuando sempre i trattamenti di disinfezione, a base di rame, al termine delle potature.
Concimazioni
Gli apparati radicali sono in fase di ripresa delle loro attività di assorbimento degli elementi nutritivi, si apre quindi la finestra per le prime concimazioni.
La condizione indispensabile è che il suolo presenti un’adeguata umidità fino a 25–30 cm di profondità: distribuire concimi granulari su terreno secco è uno spreco di risorse, poiché l’azoto non è assorbibile in assenza di acqua capillare e rischia di andare perduto per volatilizzazione o rimane inerte in superficie. La concimazione deve essere calibrata anche in base all’intensità delle potature eseguite.
Oliveto in post-potatura di riforma: Per gli impianti che hanno subito un intervento straordinario, la concimazione primaverile deve rispondere a un duplice obiettivo: sostenere il recupero vegetativo straordinario della pianta e ricostituire le riserve nutritive perse con il materiale asportato.
In queste condizioni si consiglia l’apporto di Si raccomanda in questo periodo una distribuzione di azoto pari a 100–130 kg/ha, di fosforo pari a 50–60 kg/ha e di potassio pari a 80–90 kg/ha. In tal senso è distribuire circa 200 q.li ettaro di letame, od in alternativa un concime ternario organominerale 12.6.6 alla dose di 900 kg/ha. In terreni a elevata disponibilità di fosforo e potassio è possibile ovviare alla distribuzione di questi elementi utilizzando urea, possibilmente nella forma a lenta cessione, alla dose di 1 kg/pianta.
Con tale livello di apporti si avrà una forte risposta vegetativa che dovrà essere regolata con potature di selezione e contenimento di polloni e succhioni.
Per ridurre la risposta vegetativa è possibile parzializzare gli apporti.
Oliveto ordinario in produzione: Per gli impianti in piena attività produttiva, il mese di marzo segna l’inizio del calendario di nutrizione annuale. La dose azotata da distribuire corrisponde 80–100 kg/ha di azoto, abbinati a 30–40 kg/ha di fosforo e 70–80 kg/ha di potassio.
In questo cosa è possibile distribuire circa 150/180 q.li ettaro di letame, od in alternativa un concime ternario organominerale 12.6.6 alla dose di 700/800 kg/ha. In terreni a elevata disponibilità di fosforo e potassio è possibile ovviare alla distribuzione di questi elementi utilizzando urea, possibilmente nella forma a lenta cessione, alla dose di 0,75 kg/pianta.
Anche in questo caso per parzializzare la risposta vegetativa è possibile ridurre gli apporti.
Gestione del terreno
Negli oliveti inerbiti potrebbe rendersi necessario un primo sfalcio verso la fine del mese. Nei terreni lavorati è invece consigliabile una lavorazione superficiale, utile a favorire l’infiltrazione delle acque meteoriche, contenere le infestanti in piena fase vegetativa, interrare le concimazioni distribuite e ridurre la presenza di pupe svernanti di mosca dell’olivo.
Difesa marzo-aprile
Occhio di pavone
Il contenimento dell’occhio di pavone deve essere attuato intervenendo prima delle in precipitazioni o bagnatura fogliare prolungata nelle zone caratterizzate da umidità dell’aria elevata.
Le previsioni meteo attuali danno indicazione di clima stabile senza precipitazioni di rilievo e si consiglia perciò di attendere un possibile peggioramento
Il controllo di base può essere eseguito con rame metallo preferibilmente in forma di poltiglia bordolese alla dose di 500/700 grammi di metallo per ettaro. In presenza di infezioni pregresse o in atto di particolare intensità, è possibile ricorrere alla dodina che possiede caratteristiche curative ed eradicanti. In etichetta prevede un massimo di due trattamenti ma il disciplinare di produzione integrata ne consente soltanto uno.
Rogna dell’olivo
Gli anni 2023 e 2024, in relazione alle forti piogge ed alla grandine hanno favorito lo sviluppo di forti infezioni di rogna dell’olivo (Pseudomonas savastanoi pv. savastanoi), solo parzialmente limitate dalle condizioni climatiche del 2025.
Negli oliveti con attacchi più gravi, le infezioni sono state sovente peggiorate dall’istaurarsi di Euzofera in qualità di parassita secondario.
Nelle condizioni più gravi è opportuno intervenire con una potatura di riforma, per eliminare potenziale di inoculo, favorendo poi una copertura continua delle vegetazione con rame metallo per evitare nuove infezioni
In caso di infezioni lievi si può intervenire con potature di risanamento.
Tripide dell’olivo
In alcuni oliveti è stata segnalata la presenza di tripide dell’olivo (Liothrips oleae), che è un insetto fitofago la cui attività si concentra prevalentemente nella fase di ripresa vegetativa primaverile, quando le giovani foglie e i germogli in accrescimento rappresentano il substrato più adatto all’alimentazione e alla deposizione delle uova. I danni si manifestano con deformazioni e raggrinzimenti delle foglie apicali, che assumono un aspetto cuneiforme e tendono ad accartocciarsi su sé stesse; nei casi di forte infestazione possono risultare compromessi anche i fioroni, con conseguente riduzione dell’allegagione. Il monitoraggio va condotto ispezionando le gemme apicali e le foglie più giovani, prestando attenzione alla presenza degli adulti (di colore nero lucido e di piccole dimensioni) e delle neanidi, giallo-arancioni.
Nei casi in cui l’infestazione sia lieve non è necessario nessun intervento mentre con infestazioni più importanti si procede al contenimento tramite l’impiego di sapone molle di potassio, o con l’impiego di prodotti insetticidi esclusivamente sopra la soglia di danno fissata al 10% dei germogli infestati. Si segnala che il disciplinare di produzione integrata non prevede la possibilità di intervenire contro questo parassita.
Strumentazioni in campo
L’adozione di strumenti di monitoraggio in campo rappresenta oggi un passaggio obbligato per una gestione più razionale e sostenibile dell’oliveto. Le stazioni meteorologiche aziendali consentono di registrare temperatura, umidità relativa, bagnatura fogliare e precipitazioni, fornendo i dati necessari per ottimizzare i tempi di intervento fitosanitario. Le trappole a feromoni e cromotropiche sono strumenti indispensabili per il monitoraggio della mosca dell’olivo (Bactrocera oleae): il rilevamento precoce delle popolazioni adulte, unito al calcolo delle catture medie settimanali, consente di definire con precisione le soglie di intervento ed evitare trattamenti inutili o intempestivi. L’integrazione di questi strumenti permette di costruire un sistema di supporto alle decisioni agronomiche fondato su dati reali di campo, migliorando la conoscenza delle situazioni di campo e aumentando l’efficienza complessiva della gestione colturale.
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