Inquadramento meteo
Prosegue l’influenza dell’anticiclone, le temperature hanno subito un ulteriore aumento, in diversi areali le massime hanno superato i 38 °C e le minime i 23 °C. Come anticipato nel bollettino della scorsa settimana, si sono verificati temporali di calore sparsi e con precipitazioni limitate. È stata registrata una lieve bagnatura fogliare in tutti gli areali.
| Stazione | T Minima (°C) | T Media (°C) | T Massima (°C) | Precipitazioni (mm) | Bagnatura Fogliare Media (ore) |
| Botticino | 19,7 | 30,1 | 38,4 | 0,0 | 0,1 |
| Calvagese | 20,4 | 27,2 | 34,0 | 0,2 | 17,9* |
| Cortefranca | 23,7 | 30,1 | 37,3 | 0,0 | 0,0 |
| Gussago Stella | 22,3 | 30,0 | 37,6 | 0,2 | 0,1 |
| Paderno | 20,3 | 30,3 | 38,4 | 0,2 | 0,1 |
| Poncarale | 19,7 | 30,1 | 38,4 | 0,0 | 0,1 |
| Puegnago | 21,7 | 29,3 | 38,5 | 3,6 | 0,6 |
| Sirmione | 23,2 | 30,1 | 37,1 | 1,6 | 0,4 |
| Tremosine | 17,6 | 24,8 | 33,8 | 1,8 | 1,1 |
*possibile malfunzionamento
Previsioni meteo
Per la settimana corrente sono previste precipitazioni fino a mercoledì 1° luglio. In conseguenza alle piogge, le temperature subiranno un calo di circa 5-6 °C sia per le massime sia per le minime. Da giovedì 2 luglio le condizioni meteo torneranno stabili, con temperature inferiori rispetto a quelle che hanno caratterizzato l’ultimo periodo.

Fase fenologica
La fase fenologica di riferimento è la maggior parte degli acini si tocca (BBCH 79). Nelle varietà e negli areali più precoci è già possibile individuare i primissimi acini invaiati (BBCH 81).
Difesa
Peronospora
In generale non si registra la presenza di infezioni. Le alte temperature dell’ultima settimana hanno sicuramente limitato lo sviluppo di questo patogeno.
Tenendo in considerazione le previsioni meteo dei prossimi giorni si consiglia di intervenire in previsione delle possibili piogge di mercoledì 1° luglio. È possibile intervenire dopo le piogge solamente se è stato eseguito un trattamento nel fine settimana scorso.
Importante tenere in considerazione la temperatura in fase di esecuzione del trattamento, con temperature elevate il rischio è quello di danneggiare la parete fogliare se il prodotto viene distribuito nelle ore più calde della giornata.
Per l’agricoltura biologica si consiglia di intervenire con:
Rame alla dose di 250 grammi di rame metallo per ettaro sulle spalliere, 300 grammi in caso di forte pressione. Rammentiamo che tra le forme di rame gli idrossidi hanno forme di rilascio più immediate, ma risultano più dilavabili, mentre le poltiglie hanno rilascio più lento ma garantiscono maggiore adesività.
In agricoltura integrata terminati i trattamenti a base di folpet si consiglia di intervenire impiegando una delle due strategie:
- Mantenere la copertura utilizzando prodotti rameici alla dose di 300 gr/ha di rame metallo.
- Basare la difesa sull’uso di prodotti di copertura caratterizzati da un’elevata affinità con le cere quali zoxamide (es. Zoxium 240 SC) alla dose di 0,75 lt/ha, ametoctradina (es. Enervin SC) alla dose di 1,5 lt/ha, possibilmente in abbinamento con prodotti a diversa azione per limitare i fenomeni di resistenza. Anche il rame, alla dose di 200 gr/ha, può essere efficacemente miscelato con i prodotti indicati, per combinare l’azione polivalente e multisito del metallo, con l’elevata adesività alle cere delle molecole di sintesi richiamate.
Per tutti i prodotti raccomandiamo di valutare attentamente le frasi di rischio per gli operatori e per l’ambiente, tenendo conto della fascia di rispetto dai corsi d’acqua.
Oidio
In questo momento della stagione i grappoli presentano il massimo della suscettibilità, è fondamentale il monitoraggio in campo per individuare la comparsa dei primi sintomi. Le alte temperature sfavoriscono lo sviluppo di questo patogeno, che a valori oltre i 35 °C si blocca. Al momento si registrano infezioni sporadiche e limitate in areali caratterizzati da forte pressione anche in anni passati.
Con bassa o nulla pressione del patogeno, intervenire con zolfo bagnabile a 4 kg/ha. Qualora sia necessario utilizzare dosaggi più elevati sarà necessario intervenire nelle ore più fresche per evitare problemi di fitotossicità.
In agricoltura integrata, è possibile integrare il trattamento con zolfo con le seguenti molecole: fluxapyroxad (es. Sercadis) alla dose di 0,15 lt/ha; cyflufenamid (es. Cidely) alla dose di 0,5 lt/ha; metrafenone (es. Vivando) alla dose di 0,25 lt/ha.
Tignoletta ed Eulia
Prosegue il volo di Tignoletta, il numero di catture rimane costante durante la settimana e al di sotto della soglia di intervento fissata a circa 20 catture settimanali. È fondamentale il monitoraggio tramite trappole a feromoni per calibrare la corretta strategia di difesa. Nel caso venga superata la soglia di catture settimanali, intervenire con un trattamento abbattente a base di emamectina benzoato (Affirm) alla dose di 1,5 kg/ha.
È possibile fare utilizzo anche della confusione sessuale liquida.
Al momento si segnalano solo sporadiche ovodeposizioni su acino, probabilmente influenzate dalle alte temperature del periodo.
Di seguito sono riportate le sostanze attive indicate dal disciplinare di produzione integrata di Regione Lombardia.
| Sostanze attive | Limite per singola s. a. | Limite per gruppo | Note |
| Piretrine pure | Non selettive, agiscono per contatto principalmente sugli adulti e sulle larve solamente se sono all’esterno dell’acino. | ||
| Azadiractina A | Agisce solamente sulle forme giovanili, alterandone lo sviluppo. Possiede azione disappetente e repellente. | ||
| Bacillus thuringiensis | Agisce per ingestione solamente sulle larve. | ||
| Spinosad | 3 | Agisce per ingestione e contatto, da impiegare dopo 7-8 giorni dall’inizio delle prime catture di adulti. | |
| Tebufenozide | 2 | Agisce solamente sulle larve inducendone la muta e la conseguente morte. Intervenire entro la schiusura delle uova. | |
| Cyantraniliprole | 1* | 2** | (*) Consentito una volta ogni 3 anni; impiegabile tra l’allegagione e la maturazione. Agisce per ingestione, essendo sistemico anche sulle larve già all’interno dell’acino. |
| Chlorantraniliprole | 1 | (**) Al massimo 2 interventi con le Diammidi. Agisce per ingestione, intervenire in fase di ovideposizione in quanto non sistemico. | |
| Emamectina benzoato | 2 | Agisce per ingestione sulle larve, ha capacità sistemiche. Intervenire dalla fase di testa nera. |
Gestione della chioma
Nel caso in cui si fosse eseguita la defogliazione della fascia grappolo su entrambi i lati, considerando le alte temperature del periodo, è possibile ricorrere alla distribuzione di caolino su fascia grappolo, in modo da prevenire eventuali danni da scottatura. Pianificare l’intervento una volta terminate le piogge.
Gestione del suolo
Per favorire la presenza di entomofauna utile nel vigneto è consigliato sfalciare l’inerbimento a file alterne, ma allo stesso tempo è necessario considerare che l’inerbimento è un competitore per la risorsa acqua
Ove di evidenzino fenomeni di carenza idrica, anche in relazione al fatto che siamo solamente a fine giugno, è opportuno trinciare goi inerbimenti. Sui vigneti giovani è opportuno tenere lavorati i terreni per interrompere la risalita capillare e preservare riserva idrica.
Irrigazione di soccorso
Le elevate temperature delle ultime settimane, unite alla scarsità di precipitazioni, cominciano a determinare condizioni di stress idrico nei vigneti, in particolare nei terreni con ridotta capacità di ritenzione e nelle zone più siccitose. In questa fase fenologica, in prossimità dell’invaiatura, uno stress idrico marcato può rallentare la maturazione, ridurre la dimensione degli acini e accentuare i danni da scottatura. Dove l’impianto è disponibile, si consiglia quindi di valutare l’irrigazione di soccorso per riportare il vigneto a un livello di idratazione adeguato. Considerando le precipitazioni previste fino a mercoledì 1° luglio, è opportuno verificare lo stato idrico dei terreni dopo le piogge e intervenire ove necessario, evitando apporti eccessivi che, in concomitanza con un’improvvisa disponibilità idrica, potrebbero favorire la spaccatura degli acini.
La strategia di irrigazione va definita in base alla tessitura dei suoli: nei suoli franco sabbiosi e con scheletro è opportuno frazionare gli apporti per evitare di disperdere risorsa per percolazione.
Nei suoli argillosi è invece possibile eseguire irrigazioni più corpose per ricaricare la riserva profonda che poi potrà alimentare i vigneti per lungo tempo grazie alla risalita capillare.
L’uso di sonde può aiutare a meglio definire le strategie di bagntura.