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Bollettino Vite N° 18 – giugno 2026

paolo
Luglio 10, 2026
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grappolo in fase di invaiatura, bollettino vite 18/2028

Inquadramento meteo

Le precipitazioni della scorsa settimana, generate da temporali legati alle alte temperature, hanno contribuito ad una diminuzione di minime e medie; le massime, invece, rimangono su valori elevati, fino a 38 °C. La bagnatura fogliare è aumentata a causa delle piogge e dell’abbassamento delle minime.

StazioneT Minima (°C)T Media (°C)T Massima (°C)Precipitazioni (mm)Bagnatura Fogliare Media (ore)
Botticino17,526,837,73,00,8
Calvagese14,424,233,02,012,8*
Cortefranca17,126,637,15,22,3
Gussago Stella17,027,037,84,01,0
Paderno16,226,738,22,63,1
Poncarale17,526,838,33,00,8
Puegnago16,926,536,18,21,1
Sirmione19,227,238,821,42,0
Tremosine13,421,631,735,62,6

*possibile malfunzionamento

Previsioni meteo

Le precipitazioni previste, per il fine settimana e per martedì 15 e mercoledì 14, al momento non sono rilavanti, in quanto sono indicati meno di 5 mm per precipitazione. Per la settimana seguente è prevista un ulteriore ondata di caldo, non come la precedente, con temperature massime che torneranno a superare i 35 °C.

tabella previsioni meteo

Fase fenologica

Le piogge e l’abbassamento delle temperature ha accelerato l’inizio della fase di invaiatura dei grappoli (BBCH 81). Le varietà tardive, come pinot bianco, al momento non sono ancora entrate in questa fase.

grappolo in fase di invaiatura, bollettino vite 18/2028

Difesa

Peronospora

In generale non si registra la presenza di infezioni. Questo periodo di elevate temperature ha sicuramente limitato lo sviluppo di questo patogeno. Con l’inizio dell’invaiatura la sensibilità dei grappoli nei confronti della peronospora si riduce: durante questa fase gli acini perdono le aperture stomatiche, rendendo impossibile l’ingresso del patogeno. Resta comunque il rischio che si manifestino i sintomi della cosiddetta peronospora “larvata”, quando il patogeno, entrando dal pedicello dell’acino, rimane bloccato al suo interno, facendogli assumere una colorazione brunastra fino al successivo disseccamento.

Tenendo in considerazione le previsioni meteo dei prossimi giorni e in caso di bassa o nulla pressione del patogeno, è possibile interrompere temporaneamente la difesa fino a quando non verranno previste precipitazioni di rilevante intensità.

Nel casi in cui si osservano nuove infezioni, vecchie bolle in sporulazione o elevata bagnatura fogliare, si consiglia di intervenire in previsione delle prossime piogge.

Importante tenere in considerazione la temperatura in fase di esecuzione del trattamento, con temperature elevate il rischio è quello di danneggiare la parete fogliare se il prodotto viene distribuito nelle ore più calde della giornata.

Per l’agricoltura biologica si consiglia di intervenire con:

Rame alla dose di 250 grammi di rame metallo per ettaro sulle spalliere, 300 grammi in caso di forte pressione. Rammentiamo che tra le forme di rame gli idrossidi hanno forme di rilascio più immediate, ma risultano, più dilavabili, mentre le poltiglie hanno rilascio più lento ma garantiscono maggiore adesività.

In agricoltura integrata si consiglia di intervenire impiegando una delle due strategie:

  • Mantenere la copertura utilizzando prodotti rameici alla dose di 300 gr/ha di rame metallo.
  • Basare la difesa sull’uso di prodotti di copertura caratterizzati da un’elevata affinità con le cere quali zoxamide (es. Zoxium 240 SC) alla dose di 0,75 lt/ha, ametoctradina (es. Enervin SC) alla dose di 1,5 lt/ha, possibilmente in abbinamento con prodotti a diversa azione per limitare i fenomeni di resistenza. Anche il rame, alla dose di 200 gr/ha, può essere efficacemente miscelato con i prodotti indicati, per combinare l’azione polivalente e multisito del metallo, con l’elevata adesività alle cere delle molecole di sintesi richiamate.

Per tutti i prodotti raccomandiamo di valutare attentamente le frasi di rischio per gli operatori e per l’ambiente, tenendo conto della fascia di rispetto dai corsi d’acqua.

Oidio

In questo momento della stagione i grappoli presentano il massimo della suscettibilità, è fondamentale il monitoraggio in campo per individuare la comparsa dei primi sintomi. Le alte temperature favoriscono lo sviluppo di questo patogeno, ma valori oltre i 35 °C possono rallentare l’avanzamento delle infezioni. Al momento si registrano infezioni sporadiche e limitate in areali caratterizzati da forte pressione anche in anni passasti.

Con bassa o nulla pressione del patogeno, intervenire con zolfo bagnabile a 4 kg/ha, prestare particolarmente attenzione alle temperature durante la distribuzione di questo elemento, in quanto si possono verificare problemi di fitotossicità con conseguente disseccamento della vegetazione coperta dal trattamento, per evitare questi effetti collaterali si consiglia di non superare la dose indicata precedentemente. In agricoltura integrata, si consiglia di utilizzare le seguenti molecole: fluxapyroxad (es. Sercadis) alla dose di 0,15 lt/ha; cyflufenamid (es. Cidely) alla dose di 0,5 lt/ha; metrafenone (es. Vivando) alla dose di 0,25 lt/ha.

Tignoletta ed Eulia

Il volo di seconda generazione è in fase conclusiva, le condizioni meteo dell’ultimo periodo ne hanno limitato l’intensità e allungato il periodo. È fondamentale il monitoraggio tramite trappole a ferormoni per gli adulti e delle ovodeposizioni sugli acini. Nel caso venga superata la soglia di catture settimanali, intervenire con un trattamento abbattente a base di emamectina benzoato (Affirm) alla dose di 1,5 kg/ha.

È possibile fare utilizzo anche della confusione sessuale liquida.

Al momento non si segnala la presenza di ovodeposizioni su acino, è probabile pensare che le alte temperature del periodo stiano influenzando il volo, allungandone il periodo e riducendone l’intensità.

Di seguito sono riportate le sostanze attive indicate dal disciplinare di produzione integrata di Regione Lombardia.

Sostanze attiveLimite per singola s. a.Limite per gruppoNote
Piretrine pureNon selettive, agiscono per contatto principalmente sugli adulti e sulle larve solamente se sono all’esterno dell’acino.
Azadiractina AAgisce solamente sulle forme giovanili, alterandone lo sviluppo. Possiede azione disappetente e repellente.
Bacillus thuringiensisAgisce per ingestione solamente sulle larve.
Spinosad 3Agisce per ingestione e contatto, da impiegare dopo 7-8 giorni dall’inizio delle prime catture di adulti.
Tebufenozide 2Agisce solamente sulle larve inducendone la muta e la conseguente morte. Intervenire entro la schiusura delle uova.
Cyantraniliprole1*2**(*) Consentito una volta ogni 3 anni; impiegabile tra l’allegagione e la maturazione. Agisce per ingestione, essendo sistemico anche sulle larve già all’interno dell’acino.
Chlorantraniliprole 1(**) Al massimo 2 interventi con le Diammidi. Agisce per ingestione, intervenire in fase di ovideposizione in quato non sistemico.
Emamectina benzoato2Agisce per ingestione sulle larve, ha capacità sistemiche. Intervenire dalla fase di testa nera.


Gestione della chioma

Considerando le alte temperature del periodo, se si fossero eseguite delle defogliazioni si consiglia di intervenire sulla fascia grappolo con del caolino, alla dose di 3-5 kg/hl. Questo protegge i grappoli dall’eccessiva radiazione solare, evitando danni da scottature.

Gestione del suolo

Considerando le previsioni meteo si consiglia, nelle zone con scarsa disponibilità idrica nei terreni, di lavorare a file alterne l’interfila, in modo da limitare la perdita di contenuto idrico del terreno. Nei vigneti inerbiti, che presentano i sintomi di stress idrico, si consiglia di sfalciare l’interfila in modo da limitare la competizione per le risorse idriche del cotico erboso.

Irrigazione di soccorso

Le elevate temperature delle ultime settimane, unite alla scarsità di precipitazioni, cominciano a determinare condizioni di stress idrico nei vigneti, in particolare nei terreni con ridotta capacità di ritenzione e nelle zone più siccitose. In questa fase fenologica, uno stress idrico marcato può rallentare la maturazione, ridurre la dimensione degli acini e accentuare i danni da scottatura. Dove l’impianto è disponibile, si consiglia quindi di valutare l’irrigazione di soccorso per riportare il vigneto a un livello di idratazione adeguato. Valutare sempre le piogge previste e intervenire solamente ove necessario, evitando apporti eccessivi che, in concomitanza con un’improvvisa disponibilità idrica causata dalle precipitazioni, potrebbe favorire la spaccatura degli acini.

La strategia di irrigazione va definita in base alla tessitura dei suoli: nei suoli franco sabbiosi e con scheletro è opportuno frazionare gli apporti per evitare di disperdere risorsa per percolazione.

Nei suoli argillosi è invece possibile eseguire irrigazioni più corpose per ricaricare la riserva profonda che poi potrà alimentare i vigneti per lungo tempo grazie alla risalita capillare.

L’uso di sonde può aiutare a meglio definire le strategie di bagnatura, andando anche a calibrare un livello di stress idrico corretto in relazione all’obiettivo che si vuole raggiungere in cantina.