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Geodisinfestazione: norme di utilizzo


La geodisinfezione è quella pratica che permette di ridurre o eliminare gli organismi nocivi (malerbe, parassiti fungini, insetti e nematodi) presenti nel terreno ed è tradizionalmente praticata nelle coltivazioni in serra del settore ortoflorovivistico, per la ridotta possibilità di eseguire le corrette rotazioni.
Tale pratica è utilizzata con regolarità per via del costo contenuto, della semplicità d’uso e per l’elevata efficacia. La geodisinfestazione si è ulteriormente diffusa in seguito alla revisione europea degli agrofarmaci che ha ridotto il numero dei principi attivi utilizzabili per alcuni target, (ad esempio erbicidi) o per alcune colture (ad esempio biete e sedano).

Ad oggi, i principali geodisinfestanti presenti sul mercato sono il DAZOMET, disponibile in formulati granulari, e il METAM, nella forma associata al sodio o al potassio, in formulazione liquida.
In linea di principio, è bene ricordare che questi prodotti esplicano la loro azione migliore quando le temperature ambientali sono attorno ai 25°C. E’ necessario, inoltre, che il principio attivo permanga nel terreno il più a lungo possibile. A questo scopo, si possono stendere sul terreno trattato film plastici virtualmente impermeabili (VIF), oppure, anche se non con la stessa efficacia, si può provvedere ad una rullatura con costipazione degli strati superficiali.

I prodotti mostrano una resa ottimale su terreni ben affinati e irrigati. Quest’ultima azione garantisce una migliore attività delle molecole per via della maggiore emivita (tempo richiesto per ridurre del 50% la quantità di principio attivo) in acqua, della minore vaporizzazione e per il fatto che il controllo delle infestanti si svolge a carico dei semi in fase di germinazione o dei funghi in crescita attiva.
E’ altresì importante sapere che la presenza di sostanza organica fresca nel terreno comporta una veloce inattivazione delle molecole, per cui è necessario che l’uso dei geodisinfestanti sia distanziato dalle concimazioni organiche di almeno 30 giorni.
Inoltre, vari studi hanno dimostrato che utilizzi ravvicinati nel tempo comportano l’instaurazione nel terreno di una flora microbica in grado di ridurre l’emivita e l’efficacia dei trattamenti. Anche in funzione di ciò, dal 2015, tutti i prodotti saranno distribuibili solamente una volta ogni tre anni nello stesso appezzamento.

Infine, i metodi di distribuzione ammessi per la geodisinfestazione sono differenti in funzione della formulazione.
Il dazomet può essere distribuito mediante spandiconcime, per poi essere interrato mediante fresatura, o con attrezzature combinate. I formulati liquidi hanno modalità di distribuzione specifiche e diverse, secondo l’utilizzo in pieno campo o serra. Per trattamenti in pieno campo, è necessario utilizzare apposite macchine fumigatrici, mentre in serra, è ammessa la sola distribuzione in manichetta sotto film virtualmente impermeabile. Invece, la distribuzione mediante gli impianti irrigui in tunnel (microirrigatori e sprinkler), pratica ampiamente diffusa negli anni per economicità e semplicità d’uso, non è ammessa.