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sintesi campagna 2023

SINTESI DELL’ANDAMENTO METEOROLOGICO PRIMAVERILE-ESTIVO E CONSEGUENZE SULLA VENDEMMIA 2023

Aprile

Nel mese di aprile, più precisamente in data 13 aprile, è stato possibile conclamare la fine della lunga siccità. Dopo aver vissuto i 12 mesi ed i 24 mesi più siccitosi degli ultimi 155 anni, ossia da quando esistono i dati (fino al 1949 dati meteorologici dell’Istituto Pastori, dal 1948 al 1869 archivio storico pre Pastori), nella nostra provincia ha ricominciato a piovere con regolarità.

Di seguito la top ten dei 12 mesi (periodo 01/04 – 01/04) meno piovosi degli ultimi 155 anni

Anno2023194419131922202219181884194519842002
mm557,6611,2618,2633,7636,4657,3664,7670685,4691,2

Di seguito la top ten elaborata su un periodo di 24 mesi (sempre 01/04 – 01/04):

Anno2023194519441923194318721914192419081929
mm11941281,21319,11352,71430,11448,514561459,315221535,1

Come è avvenuto spesso negli ultimi anni, il mese di aprile è stato contraddistinto da un ritorno di freddo. Nel periodo 4-5-6 aprile un’ondata di freddo tardivo continentale ha portato le temperature a spingersi attorno allo zero o poco sotto. Due fattori provvidenziali hanno evitato danni: nuvolosità e bassa umidità dell’aria. Questi due elementi hanno disturbato il calo delle temperature limitando i problemi alle zone più precoci, pianeggianti, umide e alle giovani barbatelle.

Dopo 12 mesi consecutivi sopra la media termica, aprile 2023 è stato anche il primo mese a tornare a mostrare un segno negativo, proprio in seguito all’aprile 2022.

Il clima degli ultimi anni è caratterizzato da inverni anonimi e da avvii di primavera soggetti a ritorni di freddo e gelate tardive.

Queste ultime erano avvenimenti con tempi di ritorno trentennali, mentre negli ultimi 7 anni sono capitate nel 2017, nel 2020, nel 2021 e, appunto, nel 2023. Il settore vitivinicolo ha subito relativamente poco questi eventi -ad eccezione che nel 2017-, a differenza del settore frutticolo dove le gelate hanno interessato la delicata fase della fioritura.

L’altro evento stagionale da ricordare è stata la grandinata del 25 aprile in Lugana, che ha interessato un’area molto ampia, focalizzandosi nell’area attorno alla torre di San Martino della battaglia, provocando danni prossimi al 100 %.

Maggio

Il mese di maggio è risultato piovoso e freddo. Già a fine maggio 2023, su gran parte del territorio, si era accumulata la pioggia del periodo gennaio/ settembre dell’anno precedente, mentre il periodo 10-20 maggio che si è contraddistinto per una pesante anomalia negativa, pari a circa 3 gradi, recuperando parzialmente con l’ultima decade. A livello precipitativo si sono accumulati circa 170-200 mm di pioggia, ad eccezione della Lugana dove ne sono scesi 120-140. Nella collina bergamasca e nelle basse valli bresciane gli accumuli mensili hanno raggiunto i 250-300 mm.

Giugno

Il mese è iniziato sulla falsariga di maggio con frequenti precipitazioni e una lieve anomalia termica negativa. A partire dal 17 giugno ha preso avvio il primo periodo stabile e anche la prima vera ondata di calore, durata fino al 30 giugno. I giorni più caldi sono stati tra il 21 e il 27 giugno con massime sopra i 33° e picchi di 35°.

In questa fase, in diversi areali, sono iniziate parecchie problematiche fitosanitarie: si è avuto il riscontro sintomatologico di infezioni peronosporiche avviate in prima decade di giugno e l’avvio di forti infezioni oidiche favorite da condizioni calde ed estremamente umide.

Il mese ha chiuso con circa 110-150 mm su tutto il territorio e un’anomalia termica positiva di circa 1°.

Luglio

Fino all’8 di luglio il clima è risultato termicamente prossimo alla media e spesso instabile, ma dal 9 al 20 ha preso avvio una nuova e forte ondata di caldo con temperature massime fino a 35°-36° e altissimi livelli di umidità. Nelle valli il 12 luglio si sono registrati temporali estremamente violenti con grandine a accumuli di 80-120 mm. La copertura anticiclonica lasciava, infatti, spazio a infiltrazioni di aria atlantica più instabile. Questo è stato il preludio a quanto accaduto tra il 20 e il 25 luglio quando il flusso fresco atlantico si è abbassato di latitudine e ha incontrato il catino padano con temperature e umidità estreme. In particolare, il 21 e il 24 luglio, in gran parte dell’areale di interesse vitivinicolo, ma non solo, ci sono state grandinate, vento forte, danni a tutte le colture e anche a strutture, auto, pannelli solari, ecc.

Il livello di violenza raggiunto difficilmente ha trovato riscontri nel passato e, contemporaneamente, anche l’estensione degli areali colpiti è risultata notevole. Lugana e Valtènesi le zone che hanno subito i danni maggiori. Il mese è poi rimasto instabile fino alla fine e ha chiuso con cumulate di 220-270 mm in Valtènesi, Lugana, zona di Botticino, collina Bergamasca, con alcune località che hanno raggiunto e anche superato i 300 mm. È stata risparmiata la Franciacorta con cumulate tra 120 e 160 mm e isolati picchi sui 200 mm a ridosso del lago di Iseo e verso la collina. Franciacorta risparmiata in gran parte anche dalle grandinate, che hanno colpito parte del territorio di Gussago.

Dal punto di vista termico la terza decade di luglio si è chiusa con un’anomalia negativa di 1 grado circa e il mese complessivamente è risultato sopra media di poco.

Nelle situazioni dove erano emerse problematiche a fine giugno, queste non hanno fatto altro che aggravarsi, per lo sviluppo di infezioni peronosporiche sulla nuova vegetazione.

Agosto

A partire dall’11 agosto e fino al 25 agosto ha preso il via la più potente ondata calda stagionale con massime che hanno raggiunto i 37°-38° e a partire dal 5 agosto fino al 25 agosto, anche uno dei più lunghi periodi stabili della stagione. Basta pensare che dal 12 agosto al 26 agosto compresi, la stazione di Botticino ha avuto massime sempre superiori a 33°, dal 18 al 26 agosto, massime sempre superiori a 35° e dal 19 al 25 agosto massime sempre superiori a 37°.

L’unico evento in questo periodo è stato un temporale localizzato che il 17 agosto ha portato circa 50 mm di pioggia e grandine in Val San Martino, nel bergamasco. L’ondata di caldo si è conclusa a partire dal 26 agosto con un peggioramento molto temuto, ma che fortunatamente non ha portato danni. Il mese ha chiuso con circa 70-110 mm su tutto il territorio eccetto in Lugana e collina bergamasca occidentale dove sono scesi 120-150 mm.

Dal punto di vista termico la prima decade del mese e gli ultimi 5 giorni sono risultati sotto la norma, mentre durante l’ondata calda diverse giornate risultavano 6°-7° sopra la media. Il mese, globalmente, ha chiuso con anomalia positiva di circa 1 grado.

Negli areali precoci, come la Franciacorta, la vendemmia si è svolta nelle giornate più calde in assoluto, ma fortunatamente l’areale è stato in gran parte risparmiato dalle grandinate e sia quantità che qualità sono state eccellenti.

Settembre

Il mese è risultato per gran parte stabile con il primo peggioramento generalizzato che, per il territorio bresciano, è arrivato il 18 seguito da un secondo peggioramento il 22. L’accumulo complessivo è stato tra i 20 e i 30 mm nel territorio bresciano e di 50-90 mm nel territorio bergamasco e a ridosso del lago d’Iseo. Il mese è risultato molto caldo, con un’anomalia positiva complessiva di circa 3° e la parte centrale del mese addirittura a +4°.

Ottobre

Il mese si è avviato con una spaventosa anomalia termica positiva fino al 15, risultando circa 6° sopra la norma in questa prima metà. I mesi di settembre e ottobre con il loro clima favorevole hanno consentito, in extremis, un parziale recupero della forte situazione di ritardo e di difficoltà nella maturazione delle uve a maturazione intermedia e tardiva.

Conclusioni

Per il bresciano, il trimestre maggio-giugno-luglio 2023 è stato il più piovoso dal 2000, precedendo annate come il 2016 e il 2010, con una cumulata trimestrale complessiva prossima ai 500 mm che ha complicato parecchio la gestione della difesa fitosanitaria.

Dal punto di vista sanitario l’annata è stata molto complessa.

Le infezioni di peronospora su foglia e su grappolo, sono comparse relativamente tardi (da metà giugno), ma in quantità rilevante. In seguito, nonostante il ritorno del caldo, la nuova vegetazione è stata colpita da infezioni secondarie dovute alle prolungate bagnature fogliari notturne da rugiada. Solo le linee di difesa particolarmente prolungate (fino a fine agosto/primi di settembre) hanno garantito una certa quota di fogliame sano che ha permesso uno sviluppo costante della maturazione. Quest’ultima a causa dell’andamento stagionale (fresco nel mese di aprile/maggio, piovoso nei periodo maggio/giugno, con buona disponibilità idrica nel periodo maggio giugno luglio, e caratterizzato da eccessi di temperatura ad agosto) è risultata in ritardo di 7/10 giorni.

Le infezioni oidiche si sono sviluppate in modo violento a partire dal 15 giugno in presenza di clima caldo e umido e sono state controllate a stento nelle aree e sui vitigni più sensibili o dove le linee di difesa non erano adeguate alla virulenza dell’infezione.

Le piogge di fine agosto e metà settembre hanno favorito, sui vigneti sensibili, l’avvio di infezioni di marciume acido, il cui sviluppo è stato limitato dalle ondate di calore successive.

L’ultima fase della maturazione è stata caratterizzata da un progressivo assottigliamento delle bucce che ha favorito l’avvio di attacchi da parte di Drosophila, con conseguente ritorno delle infezioni di marciume acido.