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Insetti vettori dei giallumi della vite

Il settore vitivinicolo, tra le varie sfide, deve fronteggiare un fattore estremamente limitante in relazione alla produzione, sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo: i giallumi. I principali sintomi sono ascrivibili a giallumi irregolari o arrossamenti del fogliame che, molto spesso, si accartoccia verso il basso. Gli internodi risultano accorciati, con necrosi a carico dei germogli e delle parti apicali della pianta. Viene a mancare la lignificazione della pianta, con aborti fiorali ed avvizzimento e disseccamento precoce delle bacche già sviluppate. Causa dei giallumi della vite sono i fitoplasmi, i quali giungono nella pianta tramite i cosiddetti insetti vettori.

L’epidemiologia dei giallumi è molto complessa poiché la sua rete coinvolge non solo la pianta colpita, ma anche le piante ospiti alternative, le quali sono a tutti gli effetti un importante rifugio per gli insetti vettori. Gli insetti vettori di fitoplasmi appartengono principalmente alle famiglie Cicadellidae, Delphacidae e Psyllidae.

La gestione dei giallumi prevede la capitozzatura delle piante sintomatiche, il controllo delle piante ospiti ed infine il controllo degli insetti vettori.

L’analisi degli insetti vettori viene effettuata campionando gli insetti, con retino entomologico o trappole cromotropiche, ed effettuando analisi sul loro DNA per verificare la presenza di fitoplasmi. Va tuttavia sottolineato che, ad oggi la maggior parte degli insetti vettori risulta sconosciuta o, ad ogni modo, non riconosciuta ufficialmente quali vettori. Ciò rappresenta un grande svantaggio, in quanto la loro corretta identificazione consentirebbe una adeguata e mirata gestione, limitando l’impatto della malattia e degli interventi necessari al loro contenimento.

Anche il monitoraggio delle piante ospiti alternative risulta piuttosto laborioso, in quanto necessita di analisi molecolari allo scopo di verificare la presenza al loro interno di fitoplasmi, non è infatti raro che una pianta sia una portatrice asintomatica della malattia.  

Attualmente gli unici vettori riconosciuti ufficialmente sono Scaphoideus titanus, per flavescenza dorata della vite, e Hyalesthes obsoletus per legno nero.

Nei confronti del cicadellide Scaphoideus titanus, è previsto un piano di lotta obbligatoria nazionale, in virtù degli ingenti danni che flavescenza dorata sta causando al settore.

L’insetto adulto, alato, ha dimensioni di circa 5-6 mm. Compie una generazione l’anno, deponendo le uova sul ceppo che schiudono a partire da metà maggio. Seguono cinque stadi giovanili, due rappresentati da neanidi e tre da ninfa. Questi si dispongono prevalentemente sulle pagine fogliari adiacenti il ceppo, da cui suggono la linfa. Lo stadio adulto presenta tipiche macchie nere all’estremità dell’addome e capo triangolare.  

In relazione alla presenza di flavescenza dorata è necessario ridurre la popolazione dell’insetto vettore con interventi mirati. Il primo a circa 30 giorni dalla schiusura delle uova, ed il secondo ad una distanza di circa 15-20 giorni. In ogni caso, i trattamenti vanno effettuati esclusivamente al termine della fase di fioritura della pianta e ad allegagione avvenuta, al fine di tutelare gli insetti pronubi.

Il Disciplinare di Produzione Integrata di Regione Lombardia autorizza il trattamento con le seguenti sostanze attive, le prime 5 consentite anche in regime di difesa biologico:

  • Sali potassici di acidi grassi, con efficacia limitata alle forme giovanili
  • Piretrine pure
  • Beauveria bassiana 74040
  • Olio essenziale di arancio dolce
  • Azadiractina A
  • Lambda-cialotrina
  • Acetamiprid
  • Flupyradifurone
  • Taufluvalinate
  • Deltametrina
  • Etofenprox.

La sintomatologia di legno nero è sostanzialmente identica a quella di flavescenza dorata, ma il suo vettore è Hyalesthes obsoletusanche se, recenti studi, non escludano vi siano altri insetti in grado di svolgere questo ruolo. L’insetto, appartenente alla famiglia delle cicaline Cixiidae, allo stadio adulto ha lunghezza pari a circa 4-5 mm, maggiore nelle femmine rispetto ai maschi. Le ali sono trasparenti, gli occhi rossastri e il capo ed il corpo neri. L’insetto compie il suo intero ciclo biologico nel suolo, dove avviene la deposizione delle uova. Le forme giovanili migrano poi su specie vegetali erbacee, dove vengono eventualmente contaminate dal fitoplasma.

La difficoltà nella gestione di Hyalesthes obsoletus deriva dal fatto che si tratta di una specie estremamente polifaga, anche se le piante ospiti principali sono convolvolo, erba morella e ortica. Si ritiene infatti che le punture su vite siano perlopiù accidentali.

Per il contenimento dell’insetto le strategie applicabili sono due:

  • Interventi con insetticidi, neonicotinoidi, aventi azione contro le forme più giovanili, infatti le applicazioni contro lo stadio adulto risultano poco efficaci.
  • Gestione agronomica, mediante la gestione delle piante ospiti con loro eradicazione, sfalci frequenti, lavorazioni del terreno, diserbi/inerbimenti selettivi. Di certo questa strategia risulta essere la più efficace, anche in relazione alla scarsa appetibilità della pianta della vite per l’insetto, il quale preferisce tutte quelle specie che spesso fungono da contorno ai vigneti italiani.

Ad oggi molti sono gli approfondimenti sulla tematica, che presenta ancora diverse incognite sia in relazione all’univoca identificazione degli insetti vettori di fitoplasmi, sia alla scoperta di quali specie vegetali rappresentino un serbatoio per gli insetti stessi. Inoltre, la sfida presenta ulteriori complicazioni, derivanti dal fatto che i cambiamenti climatici cui stiamo assistendo negli ultimi decenni e la recente introduzione di diverse specie alloctone e di potenziali insetti, rende molto più ampio il raggio di ricerca da esplorare.

Gli ultimi studi pubblicati identificano come potenziali vettori di fitoplasmi, oltre a quelli ufficialmente riconosciuti, Neoaliturus fenestratus (vettore dei fitoplasmi 16SrI, 16SrXII-A) e Orientus ishidae Matsumura (vettore dei fitoplasmi 16SrI-B, 16SrV-C, 16SrXII-A).

Le specie vegetali che, invece, risultano i serbatoi preferenziali degli insetti vettori di fitoplasmi sembrano essere, sempre secondo recenti studi:

  • Calystegia sepium (L.) R.Br.
  • Clematis vitalba L.
  • Convolvolus spp.
  • Conyza Canadensis (L.) Cronq.
  • Fraxinus excelsior L.
  • Hedera helix L.
  • Morus spp.
  • Parthenocissus quinquefolia (L.) Planch.
  • Quercus spp.
  • Robinia pseudoacacia L.
  • Rosa canina L.
  • Rubus spp.
  • Rubus ulmifolius Schott.
  • Sorghum halepense (L.) Pers.

In virtù dell’elevato numero di piante ospiti e della possibilità che vi siano insetti vettori ad oggi sconosciuti, è di fondamentale importanza il corretto adempimento a quanto previsto dai Decreti di lotto obbligatoria ed il controllo degli insetti vettori accertati, ma anche la corretta gestione del verde attorno al vigneto, degli inerbimenti lungo le interfile e delle capezzagne in quanto, anch’essi, possono creare un punto di rifugio per svariati insetti.

Svolge un ruolo chiave nella prevenzione dei giallumi della vite, il monitoraggio degli insetti vettori dei fitoplasmi che ne sono la causa. Infatti, una loro corretta identificazione nella stagione ed interpretazione della dinamica di popolazione, consente di intervenire in maniera mirata al loro contenimento, limitando l’uso di risorse e l’impatto da esse derivanti sull’ambiente circostante.

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