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IL BIOCONTROLLO DEI PATOGENI FUNGINI DI FOGLIA E GRAPPOLO

La nuova normativa è molto chiara in merito alle possibilità di controllo biologico.

Nel dettaglio, l’allegato I del Regolamento di Esecuzione (UE) 2021/1165 elenca:

  • le sostanze attive di base;
  • le sostanze attive a basso rischio;
  • i microrganismi;
  • le sostanze non appartenenti a nessuna delle precedenti categorie;

impiegabili nel controllo biologico

Sostanze attive di base

Sostanze attive a basso rischio

Microrganismi

Tutti i microrganismi elencati nell’allegato, parti A, B e D, del regolamento di esecuzione (UE) n. 540/2011 possono essere utilizzati nella produzione biologica, a condizione che non provengano da OGM e soltanto se utilizzati in conformità degli usi, delle condizioni e delle restrizioni indicati nelle pertinenti relazioni di revisione.

I microrganismi, compresi i virus, sono agenti di controllo biologico considerati sostanze attive dal regolamento (CE) n. 1107/2009.

Sostanze non appartenenti a nessuna delle precedenti categorie

Le sostanze attive approvate a norma del regolamento (CE) n. 1107/2009 ed elencate nella tabella seguente possono essere usate come prodotti fitosanitari nella produzione biologica soltanto se utilizzate in conformità degli usi, delle condizioni e delle restrizioni di cui al regolamento (CE) n. 1107/2009, e tenendo conto di eventuali restrizioni ulteriori indicate:

Il quadro delle sostante attive impiegabili è però da completare con quelle sostanze definite “Corroboranti”, ossia in grado di corroborare, quindi fortificare e rinvigorire le piante. Queste sostanze, precedentemente normate dal decreto n° 6793 del 18 luglio 2018, sono state oggetto di un recente aggiornamento normativo, decreto n° 229771 del 20 maggio 2022, che ha abrogato il precedente e sono impiegabili in biologico.

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Dopo questa carrellata di sostanze, quelle in grado di controllare i patogeni fungini in generale, che possono anche attaccare il grappolo, sono:
  1. Sostanze di base: chitosano.
  2. Sostanze a basso rischio: COS-OGA, cerevisane, laminarina.
  3. Microrganismi: Trichoderma atroviride SC1, Aureobasidium pullulans (ceppi DSM 14940 e DSM 14941), Pythium oligandrum M1, Bacillus amyloliquefaciens (former subtilis) ceppo QST 713, Bacillus amyloliquefeciens subs. Plantarum D747 / Ceppo FZB24 / MBI 600, Bacillus pumilus ceppo QST 2808, Ampelomyces quisqualis ceppo AQ10, Metschnikowia fructicola, Saccharomyces cerevisiae.
  4. Sostanze che non appartengono a nessuna delle altre categorie: bicarbonato di potassio, silicato di alluminio (caolino), olio di arancio, zolfo, zolfo calcico (polisolfuro di calcio), eugenolo-geraniolo-timolo, rame.
  5. Corroboranti: polvere di roccia, gel di silice, estratto integrale di castagno a base di tannino, lievito inattivato Saccharomyces cerevisiae (cerevisane).

La seguente tabella categorizza le sostanze e i microrganismi sopra indicati, in funzione del patogeno o dei patogeni (se più di uno) che sono in grado di controllare:

PERONOSPORA

Rame: vedi articolo specifico. https://www.agralia.it/il-rame-sostanza-attiva-candidata-alla-sostituzione/

Olio essenziale di arancio dolce: è un insetticida-fungicida che agisce essenzialmente per contatto diretto con azione fisica, molto rapida. Provoca il disseccamento/disidratazione della cuticola degli insetti a esoscheletro molle, durante le fasi giovanili e adulte e delle pareti cellulari dei funghi. Può essere una valida alternativa per ridurre la pressione selettiva di malattie e fitofagi interessati da fenomeni di resistenza, applicato da solo o in miscela con altri prodotti fitosanitari (evitare miscela con zolfo bagnabile a dose medio-elevata, possibile con zolfo bagnabile a dosaggio di 1-2 kg/ha). Sulla vite le etichette dei prodotti autorizzati riportano la possibilità di intervenire massimo 6 volte, al dosaggio di 1,6 litri ettaro contro oidio o peronospora (peronospora con sporulazione in atto). I prodotti presentano 3 giorni di intervallo di sicurezza.

OIDIO

Zolfo: impiegato da metà 800, esplica sul patogeno un’attività multisito e agisce allo stato di vapore, quindi il fattore che condiziona la sua azione è la temperatura e non la presenza di acqua che, al contrario, potrebbe ostacolare la sua sublimazione. Il range ottimale di temperatura è compreso tra i 20°C ed i 28°C, mentre temperature superiori ai 30° causano problemi di fitotossicità e temperature inferiori a 10°C ne bloccano l’attività.

L’azione è correlata anche al grado di finezza delle particelle e tanto queste sono più fini tanto maggiore sarà la superficie esposta all’emissione di vapore.

In commercio se ne trovano due tipologie: zolfi per trattamenti liquidi e zolfi per trattamenti polverulenti. Tra gli zolfi bagnabili i più fini sono quelli colloidali e quelli micronizzati, mentre tra gli zolfi polverulenti sono quelli ventilati a presentare le particelle più fini.

In complesso, gli zolfi per trattamenti liquidi sono i più efficaci (attività già a 10-12°), mentre zolfi più grossolani sono attivi dai 18-20°. Nei periodi con temperature più elevate è consigliabile evitare di trattare nelle ore più calde e soleggiate della giornata per evitare problemi di fitotossicità.

Polisolfuro di zolfo/ Zolfo calcico: è zolfo attivo come pentasolfuro e tiosolfito di calcio e anch’esso viene impiegato dall’800 e un tempo era anche registrato come insetticida/acaricida (a dosi elevate), in particolare verso le cocciniglie, esercitando anche un’azione caustica. Può esser impiegato anche in modalità tempestiva dopo l’avvio di una piaggia infettante in quanto possiede buona attività anche se distribuito su vegetazione bagnata.  L’unico prodotto registrato è il Polisolfuro di Calcio Polisenio, che su vite si impiega al dosaggio di 1-2 Kg/ettolitro. 30 giorni di intervallo di sicurezza.

Bacillus pumilus: è un fungo antagonista presente naturalmente nel terreno, nella rizosfera e sugli organi epigei. Il ceppo QST 2808 controlla gli agenti patogeni sia prevendo la germinazione delle spore fungine presenti sulle piante, sia attraverso la competizione per lo spazio e le fonti nutritive e anche mediante l’induzione, nelle piante, di una resistenza sistemica all’attacco dei patogeni.

Due prodotti sono registrati per l’impiego su vite (Sonada e Ballad), con tetto di 6 impieghi annuali, ripetizione minima ogni 5 giorni e dosaggio di 5 litri ettaro. Nessun intervallo di sicurezza.

Ampelomyces quisqualis: è un fungo antagonista, ceppo M10, che agisce contro l’Oidio. L’l’unico prodotto presente (AQ 10 WG) è formulato in granuli che contengono le spore di tale fungo antagonista. È applicabile anche in fasi precoci in quanto le spore sono in grado di parassitizzare i cleistoteci svernanti dell’oidio, riducendo l’inoculo, facilitando il contenimento del patogeno. Possiede il pregio di essere impiegabile congiuntamente ai comuni fungicidi impiegati (rame incluso) eccetto lo zolfo, andando a completare la linea di difesa. È consigliato l’impiego di un bagnante e l’esecuzione del trattamento al mattino o nelle ore serali quando una maggiore umidità favorisce l’insediarsi delle spore. È importante coprire bene la superficie oggetto d’intervento. Sulla vite l’etichetta riporta la possibilità di eseguire massimo 12 trattamenti anno con la raccomandazione di effettuare almeno 2 applicazioni consecutive distanziate di 7 – 10 giorni per permettere un buon insediamento di A. quisqualis sulla vegetazione. Il dosaggio va da 35 a 70 grammi ettaro, con intervallo tra applicazioni di 7-10 giorni. Il prodotto non presenta intervallo di sicurezza e viene suggerito l’impiego con infezione di limitata diffusione (< 3 % di foglie attaccate) e la ripetizione del trattamento con piogge superiori ai 6 mm. Zero giorni di intervallo di sicurezza.

Bicarbonato di potassio: sono 3 i prodotti esistenti e ammessi su vite (Armicarb 85, Karma 85 e Vitikappa). I primi due sono registrati sia per oidio che per botrite, Vitikappa solamente per oidio. Per i primi due è possibile effettuare massimo 8 applicazioni al dosaggio di 5 kg ettaro, intervenendo ogni 7-10 giorni. Questi due prodotti presentano 1 giorno di intervallo di sicurezza. Vitikappa è impiegabile al massimo 6 volte, al dosaggio massimo di 6 kg ettaro, con intervallo minimo tra un’applicazione e l’altra di 3 giorni. Vitikappa non presenta intervallo di sicurezza. L’azione del bicarbonato è per lo più di tipo fisico. L’innalzamento del pH, l’alterazione della pressione osmotica e l’aumento della permeabilità della membrana provocano il collasso del micelio. L’azione si esplica anche sulla vitalità delle spore. Il prodotto agisce per contatto è quindi richiesta una buona copertura e viene suggerito un suo impiego in combinazione o alternanza con altri principi attivi per evitare fenomeni di resistenza. Discrete bagnature fogliari e livelli di umidità rendono il prodotto più attivo in quanto la presenza di acqua dissocia lo ione idrogenocarbonato (la parte attiva) dal potassio.

Eugenolo + Geraniolo + Timolo:nuovi principi attivi appartenenti ai terpeni, sostanze prodotte naturalmente dal metabolismo secondario della pianta. Agiscono sulla germinazione delle spore, su appressorio, promicelio e sulla crescita dell’ifa con azione diretta sulle pareti, le membrane e gli organi cellulari. Sono lipofili, quindi lisano i lipidi con fuoriuscita delle sostanze cellulari, provocando la morte cellulare. Per queste 3 sostanze è stata proposta la classificazione nel gruppo F7 e FRAC CODE 46. L’etichetta e il disciplinare indicano un massimo di 4 applicazioni. 3LOGY e Andromeda i nomi dei prodotti registrati su vite, si impiegano ad un dosaggio di 4 L/ha, con intervallo minimo tra i trattamenti di 7 giorni. L’intervallo di sicurezza è di 3 giorni.

Olio essenziale di arancio dolce: vedi peronospora.

BOTRITE

Trichoderma atroviride SC1: questa specie di tricoderma è rapida nel colonizzare i substrati legnosi come le ferite di potatura, ma anche foglie e grappoli impedendo l’insediamento dei patogeni attraverso la competizione per lo spazio e i nutrienti. Mediante la produzione di enzimi litici possiede anche attività antagonista. Unico prodotto commerciale “Vintec”, dosaggio 0,2 Kg/ha, con 2-4 interventi a partire dall’80%di fioritura. Nessun intervallo di sicurezza.

Bacillus subtilis e Bacillus amyloliquefaciens: si tratta di un microrganismi che competono con altri microrganismi per le fonti nutritive e lo spazio. Sono in grado di secernere alcune sostanze che gli consentono inibire lo sviluppo dei competitori e di proteggere la nicchia ecologica (attività fungistatica), di sottrarre agli altri microrganismi le fonti nutritive o di eliminarli direttamente, utilizzandoli come fonte di cibo. Diversi ceppi di B. amyloliquefaciens sono inoltre conosciuti per la loro capacità di indurre nelle piante la resistenza sistemica all’attacco da parte dei patogeni. Svariati i prodotti commerciali sul mercato.

Phytium oligandrum Ceppo M1: oomicete presente naturalmente nel suolo che, penetrando nei tessuti dei funghi dannosi e grazie alla produzione di enzimi idrolitici, ne provoca la decomposizione delle cellule. Inoltre colonizza il terreno, i tessuti vegetali e le radici delle colture sul quale è stato applicato sottraendo substrato vitale ai patogeni. I metaboliti prodotti durante la sua crescita stimolano la produzione di barriere biochimiche e morfologiche nei tessuti vegetali. Polyversum il nome dell’unico prodotto, che ha un dosaggio di 100-300 g/ha, massimo 4 interventi, con intervallo minimo di 5 giorni. Non possiede intervallo di sicurezza.

Aureobasidium pullulans: si tratta di un fungo che agisce occupando fisicamente le microlesioni presenti sull’epidermide degli acini in via di crescita o sviluppati. Si utilizza come gli altri fungicidi nei classici interventi di pre-chiusura grappolo, invaiatura o preraccolta. Trattandosi di un organismo vivente deve essere messo nelle migliori condizioni per agire e pertanto è meglio distribuirlo nelle ore più fresche della giornata. È molto resistente alla siccità ed alla luce, per cui è in grado di riattivarsi ed agire non appena le condizioni si rendono più favorevoli. Botector New è l’unico formulato commerciale registrato su vite, con dosaggio da 0,4 a 1 kg/ha e massimo 4 applicazioni annuali. Nessun intervallo di sicurezza.

Metschnikowia fructicola: lievito antagonista cheagisce mediante soppressione preventiva delle malattie attraverso la competizione per le sostanze nutritive e lo spazio. Il lievito cresce rapidamente e assorbe le sostanze nutritive altrimenti disponibili per i patogeni, creando anche un biofilm protettivo naturale sulla superficie del frutto formata da capsule di polisaccaridi extracellulari che ne favoriscono l’adesione. Unico prodotto commerciale “Noli”, dosaggio 2 Kg/ha.

Saccharomyces cerevisieae: unico prodotto commerciale “Swoosh”, dosaggio 2,5 Kg/ha, massimo 6 applicazioni, intervallate da minimo 7 giorni di distanza. Senza giorni di carenza. È a base di Saccharomyces vcerevisieae vitale, che agisce come antagonista, occupando lo spazio e sottraendolo ai patogeni. Si sviluppa rapidamente e colonizza velocemente le ferite. Non presenta impatti sulla vinificazione.

Bicarbonato di potassio – Eugenolo/geraniolo/timolo: vedi peronospora e oidio.

STIMOLO DIFESE

Chitosano: è un polisaccaride di origine naturale ottenuto dalla chitina dello scheletro dei crostacei. Poiché la chitina è un componente della parete dei funghi, l’applicazione di chitosano sulle piante viene letta dalle stesse come presenza di un patogeno fungino inducendole ad attivare meccanismi di autodifesa.

COS-OGA:i chito-oligosaccaridi (COS), derivano dal chitosano estratto dalla chitina dell’esoscheletro dei crostacei, mentre gli oligo-galaturonidi (OGA), derivano dalla degradazione delle pectine estratte da agrumi e mele. La presenza di queste sostanze, simili a prodotti di degradazione enzimatica da parte dell’azione di funghi patogeni, viene rilevata come segnale di pericolo da parte delle piante, le quali innescano i sistemi naturali di auto-difesa. Sulla vite l’etichetta dell’unico prodotto presente (Ibisco), riporta la possibilità di eseguire 8 trattamenti anno dal germogliamento sino all’invaiatura-pre-raccolta, al dosaggio di 2-3 litri ettaro. Il prodotto non presenta intervallo di sicurezza.

Cerevisane: la sostanza è classificata a basso rischio e deriva dalla frazione inerte del lievito Saccharomyces cerevisiae. È sistemica e possiede un’elevata attività di stimolo della produzione di composti fenolici e nell’attivazione del metabolismo ossidativo, elicitando le difese naturali della pianta. Va applicata preventivamente ed è multi-target, possedendo attività anche nei confronti di oidio e botrite e va a migliorare la strategia di difesa complessiva se abbinato a prodotti cuprici. Romeo e Actileaf gli unici due prodotti registrati su vite con dosaggio di 250 grammi/ettaro, con intervallo minimo di ripetizione di 7 giorni e massimo 10 impieghi. Nessun intervallo di sicurezza da rispettare.

Laminarina: è un oligosaccaride estratto dall’alga Laminaria digitata. La sua azione è di tipo corroborante, ossia stimola le difese naturali della pianta. Sulla vite l’etichetta dell’unico prodotto presente (Vacciplant), riporta la possibilità di eseguire da uno a 20 trattamenti ogni 7-10 giorni dalla fase di chiusura grappolo sino alla raccolta, al dosaggio di 1,5-2 litri ettaro. Il prodotto non presenta intervallo di sicurezza.

Caolino/Polveri di roccia: il caolino, come anche la Zeolite, è un silicato idrato di alluminio, ossia minerali derivati da ossido di alluminio e biossido di silicio con svariata struttura. Il caolino, in aggiunta, appartiene al gruppo delle argille. Le capacità di queste polveri sono diverse. Innanzitutto l’effetto “impolverante” va a coprire/ombreggiare l’apparato fogliare e di conseguenza viene ridotta l’attività fotosintetica e quindi i danni da stress idrici, scottature e stress termici. Il contenuto minerale di queste polveri, inoltre, produce l’effetto di un concimazione con microelementi (Ca, Mg, K, Na, Si, Al) i quali, a loro volta, migliorano e attivano le risposte della pianta in risposta a stress ambientali e attacchi patogeni. Da valutare, invece, le conseguenze delle capacità assorbenti di acqua e umidità, secondo alcune visioni utili, secondo altre poco influenti.

Gel di silice: si tratta di silice colloidale, un polimero del diossido di silicio epossiede grande attività disidratante e adsorbente. È in grado di formare una barriera meccanica sulla cuticola degli organi aerei della pianta (foglie, fusti, frutti) che ostacola l’attività di patogeni e parassiti. Il silicio favorisce l’indurimento dei tessuti e riduce la traspirazione e gli spacchi sui frutti, causati da squilibri idrici.

Tannino di castagno: è una sostanza polifenolica con proprietà antibatteriche in grado di elicitare le difese naturali della pianta contro stress di natura abiotica e biotica. Il tannino di castagno sulla vegetazione forma una sottile pellicola nutritiva, biodegradabile, scarsamente permeabile all’ossigeno e in grado di ridurre l’evapotraspirazione durante i periodi caldi.