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Bollettino Agrometeorologico Vite n°6. 2022 del 19.05.2022

INDICAZIONI METEOROLOGICHE

In tutto il territorio d’interesse si sono raggiunti e superati i 30°. Questa seconda decade di maggio sta trascorrendo con circa 5° oltre la media. Prosegue anche il tempo avaro di piogge con cumulate annuali tra i 100 ed i 140 mm in 5 mesi.  Da segnalare che è un trend che prosegue dal lontano febbraio 2021.

Prendendo come riferimento il periodo aprile 2021 – aprile 2022 la stazione del Pastori (serie storica attiva dal 1949), ha registrato 574,8 mm. Questo è nettamente il valore più basso dell’intera serie storica ed il valore successivo è staccato di oltre 100 mm:

tab1 bollettino vite 6

Questo si sta riflettendo, ad esempio, in una bassissima incidenza delle malattie fungine comunemente legate alle piogge o alle umidità. Gli occhi più attenti avranno notato senz’altro che anche su piante non trattate di pesco o albicocco la presenza di bolla nel primo o di attacchi di monilia sul secondo, in questa primavera, è stata a livelli difficilmente visti in anni precedenti.

I modelli fino a tutto il fine settimana prevedono ancora gran caldo e clima soleggiato, mentre tra martedì e mercoledì è previsto il passaggio di un fronte atlantico che al momento parrebbe anche incisivo.

dati meteo bollettino vite 6

FASE FENOLOGICA

A seconda delle zone e delle varietà la vite risulta tra 7 e 12 foglie distese (BBCH 107-112) e nella fase di infiorescenze visibili o infiorescenze con i fiori separati (BBCH 53-57).

GESTIONE DELL’INERBIMENTO E DELLA VEGETAZIONE

Al fine di preservare le risorse idriche si consiglia di trinciare tutte le file. Per mantenere le aree rifugio si consiglia di non trincare le capezzagne o le aree di contorno quali le scarpate.

Proseguire con le operazioni di spollonatura e scacchiatura avendo cura di lasciare a scopo precauzionale 1 o 2 germogli vigorosi nella testa di salice dei guyot (ove presenti). Grazie alla scacchiatura si evitano eccessive densità di vegetazione, si migliora l’arieggiamento e la penetrazione dei prodotti fitosanitari e di conseguenza si ha una riduzione delle problematiche sanitarie.

Le operazioni di palizzatura devono consentire di posizionare la vegetazione quanto più in verticale possibile.

La presenza di vegetazione sdraiata determina la formazione di sovrapposizione con conseguente possibili intersecazione dei grappoli ed accumulo di umidità.

Le operazioni di sollevamento del primo filo devo essere effettuate quando i germogli hanno una lunghezza di 50 cm, in questo modo si trovano ancora in posizione eretta, e legandosi al filo con i viticci manterranno la posizione verticale. La chiusura dei fili effettuata tardivamente comporta che i tralci già sviluppati si sdraino a causa del peso ed è quindi poi necessario intervenire per raddrizzare la vegetazione.

La spollonatura meccanica, da privilegiare rispetto a quella chimica, permette l’eliminazione dei germogli che crescono lungo il fusto. L’operazione deve essere eseguita precocemente per evitare che il pollone diventi legnoso e si distacchi con più difficoltà oppure causando la formazione di ferite di maggiore dimensione.

La spollonatura chimica può essere effettuata con le due sostanze attive ammesse da disciplinare per tale operazione:

  • Carfentrazone: intervenire alla dose di 0,3 litri di prodotto per 100 litri d’acqua. Applicare 0,8–1 litri di soluzione acquosa per 10 metri lineari pari a 80 – 100 litri di soluzione per km percorso.
  • Pyrafluen ethyle: dose d’impiego 0,8 litri/ha di prodotto distribuiti con circa 300 litri di acqua per ettaro.

Utilizzare gli opportuni coadiuvanti che consentono l’aumento dell’efficacia della s.a.

PERONOSPORA

Rischio basso

L’andamento climatico non depone all’avvio di infezioni “virulente” e non si segnalano problemi in nessuna località. Anche le scarse umidità consentono di prolungare gli intervalli tra i trattamenti, ma ciò è da evitare negli areali a maggior sensibilità al patogeno. Il suggerimento è sempre quello di intervenire prima di una nuova pioggia.

Al fine della difesa è possibile utilizzare i seguenti prodotti:

  • Fitofarmaci di contatto: appartengono a tale categoria il rame, di cui va rammentato il limite a 4 kg/ha di rame metallo, il metiram*, il folpet*, il ditianon* e il fluazinam*. Si ricorda che l’utilizzo del metiram deve concludersi entro il 30 giugno. L’uso delle strobiruline non è consigliato per via dei frequenti fenomeni di resistenza associati al gruppo.
  • Citotropici: appartengono al gruppo i CAA (dimetomorf*, iprovalicarb*, mandipropamide*, valifenalate* e benthiavalicarb) ed il cimoxanil*, il cui uso deve essere effettuato necessariamente in abbinamento ai prodotti del gruppo precedente al fine di integrarne e rafforzarne la copertura in caso di vegetazione fitta o di pioggia.
  • Sistemici: sono prodotti (metalaxil m*, fosetil*, fostonati*, etc) che entrano in circolo e si redistribuiscono nella vegetazione. In questo momento sono in grado di coprire la crescita attiva.
  • Per quanto riguarda i vigneti a conduzione biologica si consiglia la distribuzione di 250-300 grammi/ettaro di rame metallo (inteso proprio come sostanza attiva, non come dosaggio del prodotto commerciale).

OIDIO

Abbinare al trattamento per la difesa da peronospora un trattamento anti oidico con zolfo* bagnabile al dosaggio 3 Kg/ha. Solo nelle aree con infezioni ricorrenti e su vitigni sensibili è possibile innalzare il dosaggio dello zolfo a 4 Kg/ha. Nelle situazioni più a rischio o con infezioni ricorrenti o con l’uso di prodotti sistemici è possibile inserire la sostanza attiva spiroxamina*.

RAGNETTO

Sporadicamente si rileva la presenza di ragnetto giallo, soprattutto nei vigneti con infestazioni già presenti negli anni passati. Si ricorda che l’uso di piretrine in modo ripetuto riduce la presenza degli acari fitoseidi, antagonisti naturali dei ragnetti.

Per il controllo è possibile utilizzare abamectina* in produzione integrata, mentre in produzione biologica è possibile impiegare i sali potassici degli acidi grassi, anche se la loro efficacia è limitata. In alternativa si può effettuare il lancio di insetti utili, come ad esempio Amblyseius andersoni, acaro predatore.

Infine, nei casi più gravi è possibile monitorare le popolazioni di fitoseidi nei vigneti al fine di identificare i luoghi con maggiore presenza. Nel corso del prossimo inverno si dovrà raccogliere la legna di potatura di questi vigneti, e trasferirla in fascine, sotto ai filari più colpiti. Gli acari utili, che depongono le uova sotto al ritidoma, saranno così trasferiti assieme al legname.

COCCINIGLIE

In tutto l’areale si rileva la presenza di femmine deponenti di cocciniglia del corniolo (Parthenolecanium corni).

Questa specie trascorre l’inverno come neanide di 2° età che completa il proprio sviluppo in primavera. Le femmine, che generalmente si riproducono per partenogenesi, depongono da alcune centinaia ad alcune migliaia di uova, sotto il proprio corpo. Le neanidi escono dopo circa 2-4 settimane (1° generazione) e dovrebbero essere visibili a partire da fine mese.

La presenza sembra essere favorita dal metodo di difesa biologico, che sconta la disponibilità di prodotti con minor efficacia nei confronti del patogeno, minori mezzi di difesa disponibili o della necessità di una maggiore precisione e focalizzazione degli interventi.

Per la difesa in lotta integrata è opportuno utilizzare prodotti ad azione sistemica, in funzione della maggiore efficacia contro gli insetti ad apparato boccale pungente succhiante.

Per i produttori in regime integrato si consiglia di monitorare la consistenza dell’infestazione per valutare interventi specifici con spirotetramat* o acetamiprid* in corrispondenza della fuoriuscita delle neanidi, oppure l’uso di insetticidi per il controllo di scafoideo (acetamiprid o azadiractina) con azione collaterale contro le cocciniglie. In virtù della possibile sovrapposizione del trattamento con la fioritura della vite si consiglia di verificare attentamente le etichette ed escludere l’uso, nel corso nel corso di questa fase, di sostanze che abbiano limitazioni (es. acetamiprid, oppure spirotetramat ammesso da fine fioritura).

In produzione biologica è possibile utilizzare azadiractina.

cocciniglia