logo agralia

L'agricoltura sembra molto semplice quando il tuo aratro è una matita e sei a un migliaio di miglia dal campo di grano
D.E.

Agralia Studio Agronomico è

il luogo dell'agronomia,

il luogo dove teoria e pratica si incontrano,

il luogo dove agronomi e produttori si confrontano,

condivisione di conoscenze ed esperienze,

supporto a produzione, qualità e sviluppo aziendale

Scacchiatura e spollonatura

Arrivata la primavera la vite, essendo una pianta molto vigorosa, cercherà di compensare la vegetazione rimossa con la potatura invernale producendo un abbondante numero di polloni e germogli, l’obiettivo del viticoltore è però quello di contenere la crescita della pianta, così da renderne più facile la gestione e ottimizzarne la produzione e la qualità. Sarà quindi necessario rimuovere i polloni attraverso la spollonature e i germogli con la scacchiatura.

La spollonatura

La spollonatura consiste nel rimuovere i germogli (polloni) che, all’inizio della stagione vegetativa, si formano lungo il ceppo della vite. Entro certi limiti la produzione di germogli lungo il ceppo è fisiologica, ma è in ogni modo buona norma rimuoverli per evitare che esercitino una competizione eccessiva nei confronti dei germogli produttivi che devono invece essere privilegiati.

L’intervento di spollonatura può essere eseguito manualmente con tempi di esecuzione che possono andare dalle 20 alle 40 ore/ha a seconda dell’epoca e della quantità di polloni da rimuovere. L’epoca migliore di intervento è quella in cui, in media, i polloni sono lunghi 10-12 cm e quindi ancora teneri e asportabili senza l’ausilio di forbici; in alternativa, si possono usare macchine spollonatrici che compiono l’operazione in 2-3 ore/ha ma che, quasi sempre, hanno poi necessità di un intervento di rifinitura manuale.

Sul mercato sono presenti anche prodotti efficaci per la spollonatura chimica a base di Carfentrazone e Pyrafluen ethyle che vanno distribuiti sulla fila facendo attenzione a non irrorare il prodotto sul tralcio produttivo.

La scacchiatura

La scacchiatura dei germogli differisce dalla spollonatura per il fatto che, in questo caso, non sono i germogli prodotti lungo il ceppo a essere rimossi, bensì quelli soprannumerari (di solito secondari o di corona) presenti sugli speroni o sui capi a frutto.

In altri termini, si opera sulla parte “orizzontale” della vite e l’intervento, forzatamente selettivo, non può che essere manuale con una richiesta di manodopera che, a seconda della densità di germogli presenti, può variare da 25 a 50 ore/ha.

Non è sempre necessario scacchiare, una chioma equilibrata che presenta in media un germoglio prodotto per ogni gemma lasciata in potatura non necessita tale intervento. In genere, soprattutto nei vitigni francesi, da ogni gemma lasciata, sono due i germogli prodotti, questo determina un eccessivo addensamento vegetativo che deve poi essere corretto con l’intervento di scacchiatura eseguito quando gli stessi raggiungono una lunghezza di circa 15-20 cm.

In genere, si ritiene che una densità di germogli pari a circa 8-12 unità/m sia ottimale per la massimizzazione degli standard qualitativi. Nel caso in cui i germogli che sono rimossi (quelli secondari o di corona) siano fertili (ovvero presentino anch’essi dei grappoli), la scacchiatura svolge anche una funzione di diradamento preventivo dei grappoli.