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Bollettino Agrometeorologico Vite n°12. 2021 del 17.06.2021

INDICAZIONI METEOROLOGICHE


Gli ultimi rovesci si sono registrati in data 10/6 nella zona di Brescia città, con 3-7 mm e venerdì 11 giugno con ulteriori 5-10 mm specialmente a Brescia città e comuni a sud del capoluogo di provincia. 5-10 mm sono scesi anche in Lugana dove è stata segnalata grandine nel comune di Peschiera e rovesci di poco conto (2-3 mm), si sono registrati nelle restanti zone. Da sabato 12 il tempo si è stabilizzato su tutto il territorio e le temperature sono fortemente aumentate assestandosi attorno ai 30°. Le alte temperature di domenica 13 giugno (che hanno raggiunto anche i 35-36°), sono frutto di una situazione particolare: venti di caduta da nord hanno abbassato fortemente l’umidità e innalzato le temperature per compressione adiabatica. L’apice dell’ondata calda verrà raggiunto domenica 20 giugno, ma dalla sera i primi temporali inizieranno ad interessare il nord-ovest. Tra lunedì e mercoledì si avvierà un periodo delicato in quanto, pur rimanendo in un contesto di elevate temperature, la curvatura delle correnti potrà portare alla formazione di temporali forti e diffusi. La previsione necessita ancora di conferme in particolare sulla capacità del fronte di affondare verso sud e di traslare verso est, in quanto l’anticiclone pare opporre una certa resistenza, motivo per cui la situazione sarà delicata.

tabella meteo bollettino 12

FASE FENOLOGICA

Inizio allegagione – grano di pepe.

GESTIONE DEL SUOLO E DELLA VEGETAZIONE

È possibile procedere con la cimatura e anche con una sfogliatura, per favorire l’arieggiamento della chioma e la penetrazione dei trattamenti fitosanitari.
La sfogliatura va effettuata con attenzione, per evitare poi problemi di scottature specialmente sui vigneti a bacca sensibile o su uve destinate alla produzione di spumanti.
Per questo motivo, in questi casi, è possibile sfogliare una sola facciata della banchina, in genere quella meno esposta alla calura che solitamente corrisponde al lato Nord o Est, eliminando le foglie in corrispondenza degli internodi con i grappoli, mentre non devono essere asportate le foglie superiori, che sono fotosinteticamente utili e ombreggiano nei momenti più caldi della giornata. La defogliatrice dovrà essere ben regolata in altezza.
La cimatura è bene non tardarla troppo, in quanto il rischio diviene quello di dover asportare troppa vegetazione con tutte le conseguenze del caso.
Trinciare i filari qualche giorno prima del trattamento insetticida nei confronti di Scaphoideus titanus.

PERONOSPORA

Rischio basso
Ripristinare la copertura laddove si è giunti al termine temporale di protezione e/o in previsione di nuove piogge.

  • Nelle zone sensibili è possibile impiegare sostanze di copertura come zoxamide e ametoctradina, in abbinamento a fosfonati, dimetormorf o altri CAA (iprovalicarb, mandipropamide, benthiavalicarb, valiphenal).
  • Nei vigneti a basso rischio e nelle zone più precoci è possibile passare ad una difesa con rame al dosaggio di 350 grammi di rame metallo per ettaro.
  • Nei vigneti biologici intervenire con 350 grammi di rame metallo per ettaro.

Si registrano infezioni anche forti su foglia, in Franciacorta, in seguito al periodo frequentemente piovoso che si è concluso l’11 giugno. In questi casi può essere utile intervenire con olio essenziale di arancio che ha un’azione rapida e di tipo fisico, agendo per contatto e portando le pareti di miceli, conidi ecc. al disseccamento. Impiegabile anche il tannino di castagno che essendo un composto polifenolico crea un ambiente sfavorevole ai funghi.

OIDIO

Rischio alto
Negli areali dove la pressione della malattia è storicamente bassa e nei vigneti poco sensibili intervenire con zolfo alla dose di 4 kg/ha. Nelle zone con forte pressione del patogeno e/o su varietà e vigneti più sensibili innalzare il dosaggio dello zolfo anche a 8-10 kg/ha.
L’uso dello zolfo liquido, con o senza terpeni, consente di aumentare l’efficacia del trattamento e ridurre il dilavamento in caso di pioggia. In quest’ultimo caso è possibile utilizzare ad esempio 2 lt/ha di zolfo liquido assieme a 6 kg/ha di zolfo bagnabile.
Nelle aree con infezioni in corso abbinare allo zolfo (4kg/ha) le sostanze attive metrafenone/pyriofenone o meptyl dinocap o bupirimate o proquinazid. Ricordiamo il limite di 3 impieghi tra metrafenone e pyriofenone e, al contempo, massimo 2 interventi alternativi tra loro tra proquinazid, bupirimate e pyriofenone.
Impiegabili in questa fase anche i triazoli disponibili: difenconazolo, penconazolo, tebuconazolo, tetraconazolo, flutriafol. Non citiamo fenbuconazolo e miclobutanil in quanto revocati.
Con infezioni in corso, specialmente nel caso di vigneti biologici, può essere interessante anche l’impiego di bicarbonato di potassio o di olio essenziale di arancio che hanno un’azione fisica che si esaurisce in poco tempo. Il bicarbonato porta al collasso dei miceli in seguito a variazioni di pH e pressione osmotica sulle membrane. Nel caso di impiego di olio essenziale è sconsigliata la miscela con zolfo o, al massimo, si consiglia di non andare oltre i 2 kg/ha di zolfo.
Un intervento antiperonosporico e antioidico ed il successivo, in questa fase possono essere intervallati dall’impiego di zolfo ventilato alla dose di 30/35 kg/ha.


BOTRITE

L’intervento di pre-chiusura grappolo è consigliato solo nelle aree e sulle varietà sensibili a questo patogeno con le sostanze attive di seguito indicate. Il trattamento antibotritico deve essere mirato alla fascia dei grappoli e pertanto andrebbe essere eseguito da solo, meglio se dopo le operazioni di gestione della vegetazione sopra descritte. Nelle varietà precoci come ad esempio Chardonnay è possibile intervenire.
Per i prodotti impiegabili consultare il bollettino precedente.