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Film plastici: caratteristiche e utilizzo

Massimiliano Perazzoli
Marzo 28, 2022
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FILM PLASTICI_ CARATTERISTICHE E UTILIZZO

Molte coltivazioni orticole sono ormai legate indissolubilmente alle serre, per lo meno per alcuni periodi di produzione. Le motivazioni che spingono all’utilizzo delle serre sono molteplici:

-la possibilità di modificare il periodo di produzione;

-la garanzia di poter controllare alcuni parametri climatici;

-la riduzione di talune problematiche parassitarie;

-la quasi completa macchinabilità delle operazioni.

Le strutture utilizzate si differenziano in due macrocategorie:

•I tunnel: di dimensione variabile in funzione delle necessità, possono avere archi che garantiscono copertura da pochi centimetri fino a molti metri.

•I multi tunnel: sono strutture a palo dritto, a campate contigue e continue, diffuse per lo più al sud, dove non richiedono impianti antineve.

La copertura delle serre da orticoltura con coltivazione in suolo è effettuata essenzialmente con film plastici per via delle seguenti caratteristiche: facilità di lavorazione, economicità, colorabilità, isolamento acustico, termico, elettrico, meccanico, resistenza alla corrosione chimica, nonché idrorepellenza e inattaccabilità da parte di muffe, funghi e batteri.

le specificità ottiche del film plastici

Oltre alle classiche caratteristiche fisiche (spessore), o tecniche (durata), è necessario porre l’attenzione su quelle che sono le specificità ottiche.

In funzione della loro composizione, infatti, i film plastici hanno la capacità di lasciar passare una certa quota di radiazione (Utravioletto, Visibile, Infrarosso), determinando due peculiarità ottiche di fondamentale importanza per le produzioni di qualità: la trasparenza e la termicità.

Riguardo alla prima caratteristica, la combinazione di diverse tipologie plastiche, l’inclusione di colori, di minuscole bolle d’aria o di materiali riflettenti, sono  in grado di diminuire la trasparenza del film a differenti lunghezze d’onda. Questo permette di ridurre la quantità di luce e calore in entrata nella serra.

Se si considera che le colture raggiungono il massimo della fotosintesi a valori di lux compresi tra i 20.000 e i 30.000 per metro quadro di superficie fogliare, corrispondenti a meno del 20 – 30 % della radiazione luminosa di una giornata estiva di pieno sole, è chiaro che in alcuni periodi è possibile scegliere film a ridotta trasparenza.

Poiché il calore fuoriesce dalle serre sotto forma d’infrarosso, la trasparenza a tale radiazione determina la cosiddetta termicità.

Un film poco trasparente all’infrarosso ha un’elevata termicità: essendo quindi caldo, è da utilizzare nei periodi di produzione freddi o temperati. Al contrario, i film poco termici permettono di ridurre l’effetto serra e devono essere utilizzati nei periodi più caldi.

Tali scelte possono essere fatte quando si utilizzano film stagionali o annuali, oppure quando si decide di favorire un certo periodo produttivo (estate o inverno) nei film poliannuali.

Inoltre, i si possono richiedere film con le seguenti opzioni:

  • Antigoccia: limita o riduce la formazione di gocce di condensa sul lato interno del film, evitando lo stillicidio sulla coltura, e aumenta la luce disponibile per le colture;
  • Antifog: riduce la nebbia nelle serre;
  • Radazione diffusa: diffonde la luce evitando la radiazione diretta e limitando le zone d’ombra;
  • Anti Vector: l’utilizzo di sostanze in grado di riflettere i raggi ultra violetti determina una minore presenza degli insetti dentro le serre, ma è da usare con attenzione nei  casi in cui i pronubi siano necessari per l’impollinazione;
  • Film cromatici: il colore dei film è in grado di influire sulle caratteristiche fisiche delle piante (Blu Brachizzante, Rosso Allugamento.)
  • Antipolvere: evita l’accumulo di sporco e polvere sul film e quindi parte dell’ombreggiamento dovuto all’invecchiamento.

Infine si ricorda che, in ottemperanza alla alla normativa EN 13206, i film plastici sono classificati in funzione della loro durata come segue:

  • N: 400 ore – 0,5 anni;
  • A: >= 170 ore – 1 anno
  • B: >= 3200 ore – 2 anni
  • C: >= 4600 ore – 2/3 anni
  • D: >= 6000 ore – 3 anni
  • E: >= 7300 ore – 3/4 anni.

Questi dati, validi per la provincia di Brescia, devono essere riparametrati con la mappa isoradiattiva per altre aree geografiche.

Written By

Massimiliano Perazzoli

Sono Massimiliano Perazzoli e, data l’età anagrafica, sono il più esperto. Ho fatto un lungo percorso di studi in ambito agrario con un’attenzione alla viticoltura. Al termine del percorso di studi, dopo una breve parentesi, ho cominciato con la libera professione ed ho avuto la fortuna di poter partecipare alla fase di sviluppo dell’orticoltura da destinare alla produzione di IV gamma. Negli anni ho potuto occuparmi di certificazioni di filiera e di prodotto, qualifica dei fornitori, ma soprattutto di consulenza tecnica di campo. Oggi mi occupo, principalmente, della consulenza per la produzione di materie prime (Viticoltura e orticoltura protetta e di pieno campo, da destinare al consumo fresco I o IV gamma). All’interno dello studio coordino e verifico le attività dei colleghi per poter garantire il livello qualitativo delle prestazioni erogate.

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