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L'agricoltura sembra molto semplice quando il tuo aratro è una matita e sei a un migliaio di miglia dal campo di grano
D.E.

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Agralia on the road
Quarta e ultima tappa: Borgogna

Eccoci all’ultima meta del nostro viaggio in Francia: se vi siete persi le altre tappe potete recuperarle:

La Borgogna è allo stesso tempo una regione, di origine molto antica, ed una zona di produzione vitivinicola. Si trova nella parte centro-orientale della Francia ed è una delle zone vitivinicole più a nord del mondo per quanto riguarda la produzione di vino rosso.

I vigneti sono per lo più situati sulla lunga pendice collinare rivolta ad est che segue il percorso del fiume Saône a partire da Digione e arrivando a quasi Lione, con il  fondo carbonatico che affiora in molti punti.

La superficie vitata complessiva, con i suoi sconfinati 29.000 ettari, è pari quella della Lombardia, ed è suddivisa in 5 sottozone, alcune tra le più famose e rinomate al mondo, altre meno riconosciute ma non meno qualitative: Chablis, regione indipendente a 100 km di distanza dalla restante Borgogna, la Côte d’Or, suddivisa a sua volta nella Côte de Nuit a nord di Beaune e la Côte de Beaune a sud, la Côte Chalonnaise, Maconnais e infine Beaujolais.

Il clima è continentale con inverni freddi ed estati miti e con le sempre pericolose gelate primaverili che possono flagellare in vigneti che danno origine allo spettacolo delle torce.

I vitigni protagonisti di questa zona sono indubbiamente lo Chardonnay, dal quale viene prodotto un vino fresco e con note minerali, e il Pinot Nero, la vera essenza dei classici vini rossi della Borgogna famosi per la loro eleganza; l’Aligoté e il Gamay vengono invece coltivati in quantità minori.

Caratteristica della zona è l’elevata frammentazione delle produzioni, con aziende che difficilmente superano i 10 ettari, e la ricerca della qualità ad ogni costo come ad esempio nell’iconica Domaine de la Romanée-Conti che con i suoi 30,71 ettari totali produce tra i vini più cari e pregiati al mondo, a partire da 2500 € a bottiglia.

Anche qui, come in Alsazia, la valorizzazione del Terroir è la chiave del successo: i vigneti sono tutti nominati e suddivisi per qualità con l’indicazione del comune di coltivazione oppure con la dicitura Premier Cru, che accumuna 562 parcelle, pari all’11 % della superficie, o Gran Cru, 33  appezzamenti pari  al 2% della superficie totale, che rappresentano l’olimpo delle produzione vitivinicole mondiali, come ad esempio la collina di Corton i clos La Romanée, Echézeaux, Clod de Vougeot e Le Montrachet.

Lesto è il rientro, ma profondi sono i ricordi e la mente già spazia: dove ci porterà il nostro cammino?  Loira? Bordeaux? Provenza?

Abbiamo già un’idea, ma la sveleremo al momento della partenza….