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L’ombreggio delle coltivazioni in serra

Le serre fredde da orticoltura diffuse sul nostro territorio hanno la caratteristica di garantire un buon controllo del regime idrico delle colture e di ridurre i minimi termici durante il periodo invernale.

Essendo però strutture a ridotta tecnologia, hanno il difetto di acuire gli eccessi di temperatura del periodo estivo, al punto che una parte delle colture necessita di accorgimenti per ridurre tali estremi.
Non essendo presenti sul mercato metodi di condizionamento economici, il sistema più diffuso per ridurre le temperature è quello di ombreggiare, e di conseguenza ridurre, la frazione termica della radiazione luminosa. In altre parole, ombreggiando le colture si riduce la quantità di calore che entra nelle serre, evitando che esse raggiungano i limiti termici superiori con i conseguenti danni da scottatura o il collasso.
Per questo, il livello di ombreggio deve essere sempre correlato e proporzionale alla temperatura esterna.
Tale pratica però ha il limite di ridurre anche la frazione della luce fotosinteticamente attiva, determinando una ridotta capacità di trasformare l’anidride carbonica in sostanza secca. Per questo motivo, le coltivazioni troppo ombreggiate, a parità di ciclo, originano delle produzioni inferiori. Allo stesso tempo, le coltivazioni troppo ombreggiate tendono a filare, ad avere foglie molto sottili e una struttura molto esile.

La scelta del livello di ombreggio è dunque fondamentale per evitare i danni a carico delle colture, massimizzare le produzioni e garantire sufficiente livello qualitativo.

La maggior parte delle coltivazioni raggiunge il massimo della fotosintesi a valori di lux compresi tra i 20.000 e i 30.000 per metro quadro di superficie fogliare, corrispondenti a meno del 20 – 30 % della radiazione luminosa di una giornata estiva di pieno sole.
I metodi di ombreggio sono essenzialmente due: le reti ombreggianti e la tempera ombreggiante.

Le prime, disponibili sul mercato, sono in materiale plastico e si distinguono per la percentuale di ombreggio (dal 20 al 90%), o per colore (nero, verde o bianco sono i colori più diffusi). Gli schermi tecnologicamente più avanzati includono bandelle di alluminio che riflettono la luce, o sostanze in grado di selezionare una parte della frazione luminosa.
Le reti possono essere appoggiate all’esterno del tunnel, oppure stese su strutture interne alla serra. Nel primo caso, la movimentazione della rete è laboriosa, ma si ha il vantaggio che il calore resta al di fuori della serra. Nel secondo, sia l’apertura sia la chiusura della rete sono agevoli ed è possibile anche la parzializzazione, ma la temperatura nella serra è più elevata. Il vantaggio della rete è che può essere messa o tolta in funzione delle condizioni climatiche.

La tempera è applicata esternamente al film plastico mediante macchine adattate allo scopo e dotate di ugelli. Le tempere migliori sono molto resistenti al dilavamento, al punto che per toglierle è necessario applicare dei solventi. Una volta applicate, non possono essere ridotte o parzializzate.
Per ogni azienda, coltura, struttura o temperatura è necessario scegliere la tecnica ed il livello di ombreggio più idoneo alla massimizzazione delle produzioni e all’eliminazione dei danni da calore.